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28 settembre 2011: cento anni di volo a Foligno

All’inizio del mese i cieli della città sono stati disegnati dalle evoluzioni di aerei da tutto il mondo per il campionato mondiale di volo acrobatico. Tutti siamo stati costretti a ricordarci dell’aeroporto, che, tra promesse e delusioni, è un elemento importante dell’identità cittadina. Il 28 settembre si festeggiano i suoi 100 anni. Ne parliamo con Lanfranco Cesari, la persona che con passione e perizia, ha ricostruito la storia dell’aeroporto in un libro di recente pubblicazione. (Lanfranco Cesari, Un areoporto una storia, OMA SpA, Foligno 2011).

Il 28 settembre festeggiamo i 100 anni dell’aeroporto. Che cosa è avvenuto il 28 settembre 1911?
Si sono svolte le “Giornate dell’aviatore in Umbria”. Alle 17.00 il monoplano del milanese Alberto Verona è decollato dal Campo di Marte davanti a migliaia di spettatori curiosi. È l’inizio dell’attività aviatoria a Foligno.

Che cosa vuol dire “Campo di Marte”?
La sede dell’attuale aeroporto era usata dai soldati per le esercitazioni e le parate, per questo era detta “Campo di Marte”. All’inizio del secolo scorso non esistevano ancora degli aeroporti, e i primi voli avvenivano nelle “Piazze d’armi”, che avevano spazi adeguati per il decollo e l’atterraggio. Una peculiarità dell’aeroporto folignate è di aver mantenuto la sua sede nel sito originario.

Nel suo libro ci sono splendide foto che testimoniano l’estrema vitalità dell’aeroporto nei decenni precedenti la seconda guerra mondiale.
A proposito del libro, ci tengo a sottolineare che ne avevo pianificato la pubblicazione per il 28 settembre, poi motivi organizzativi hanno accelerato l’uscita al 27 maggio, data in cui sono iniziate le cerimonie che culmineranno nel centenario di questa settimana. Dunque l’edizione non è priva di qualche difetto. Come ho scritto al sindaco, che mi ha inviato un’affettuosa lettera di ringraziamento, questo libro è il frutto di una gravidanza sofferta e di un parto prematuro.

Torniamo alla nascita dell’aeroporto, come si è evoluta la struttura dopo il primo volo del 1911?
Nel 1917 il Campo di Marte cittadino è stato scelto per ospitare una squadriglia aerea. Nel 1923 è stato costruito un primo hangar, un’officina, ed un’area del Campo è stata riservata esclusivamente al volo. Durante gli anni Trenta era utilizzato da squadriglie aeree che facevano esercitazioni combinate con i reparti di terra ospitati nelle caserme della zona. In questi anni viene individuata una piazza d’armi alternativa per l’esercito e l’area si trasforma in aeroporto vero e proprio.

Qual era la sua funzione?
Nel 1935 viene istituita a Foligno la Scuola Allievi Ufficiali Piloti di complemento. In un primo tempo gli allievi vennero ospitati presso il Padiglione Mussolini, l’attuale Scuola Media Carducci, poi venne costruita per loro una caserma nell’area aeroportuale. L’edificio che ancora si vede è quello che ne resta dopo i bombardamenti degli anni ’40. Gli investimenti di quegli anni avevano fatto di Foligno l’aeroporto militare più importante dell’Italia centrale. Poi è arrivata la guerra e l’opera dei bombardamenti alleati è stata completata dai guastatori dei tedeschi in ritirata nel giugno 1944.

Dunque il dopoguerra si apre con un aeroporto completamente distrutto.
L’Aeroporto era rimasto come presidio militare, ma sostanzialmente venne lasciato a se stesso. È stato però protagonista del primo dirottamento aereo della storia dell’aviazione civile. Nel giugno 1952 tre giovani jugoslavi dirottarono qui un velivolo delle linee aeree jugoslave e chiesero asilo politico in Italia.

In questi anni all’aeroporto si affianca l’attività dell’OMA.
L’OMA nasce nel 1948, dopo la chiusura della Macchi, che era stata completamente distrutta dai bombardamenti. Nel 1950 si trasferisce nelle adiacenze dell’aeroporto e diventa un fattore essenziale per il suo sviluppo. Alla presenza dell’OMA si aggiunge, nel 1964, la nascita dell’Aero-Club che, il 23 maggio 1965, organizza, insieme all’Azienda di Soggiorno e Turismo, la prima manifestazione aerea nazionale. In quell’occasione si esibirono i piloti della Pattuglia Acrobatica Nazionale. È un appuntamento che si ripeterà per altre 14 volte, la quindicesima sarà annullato a causa del terremoto del settembre 1997.

Qual è stato il rapporto della politica locale con l’aeroporto?
L’amministrazione comunale degli anni sessanta, insieme all’Azienda di Promozione Turistica, aveva elaborato ambiziosi piani di sviluppo, ma l’istituzione della Regione Umbria ha bruscamente frenato questi progetti.

In che modo?
Il neonato Consiglio Regionale, con una delibera del 1971 classifica come “regionale” l’aeroporto di S.Egidio e lo destina ad ospitare il traffico turistico e commerciale nazionale, mentre definisce quello di Foligno “di interesse regionale” e stabilisce di attrezzarlo per “voli turistici, voli charter e di collaudo”. Una lista di pie intenzioni che rimarranno sempre sulla carta. Gli investimenti saranno sempre concentrati sullo scalo perugino.

Insomma, il dualismo Perugia – Foligno non è solo un retaggio medievale.
Le dirò di più. Abbiamo appena ospitato i Campionati Mondiali di Volo Acrobatico; erano presenti delegazioni da tutto il mondo e personalità importanti dell’aviazione e dell’aeronautica. Il telegiornale regionale gli ha dedicato soltanto due servizi e ha declassato il nostro aeroporto al rango di “aviosuperficie”.

L’ultimo capitolo del suo libro si intitola “Aeroporto, quale futuro?”. È riuscito a rispondere a questa domanda?
La costruzione della pista in asfalto nel 2006 apriva la possibilità di un utilizzo da parte della Protezione Civile. Questa ipotesi pare oggi tramontata e i Canadair sono rimasti a Foligno giusto il tempo di fare qualche foto… Anche la scelta di localizzare il Centro di Protezione Civile lontano dall’aeroporto sembra un segno in questa direzione.
Probabilmente la sua vita dipenderà ancora da coloro che ne hanno garantito la sopravvivenza nel dopoguerra: la OMA e l’Aero Club. Si parla inoltre della piastra logistica, forse sarà questo l’ultimo treno a cui agganciare le speranze per un ulteriore sviluppo dell’aeroporto.

© Gazzetta di Foligno – MAURO PESCETELLI

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