Articolo convegno doping250

“Basta che voi siate giovani perché io vi ami assai” (Don Giovanni Bosco)

Doping, droga e adolescenza: un convegno per capire di cosa (non) hanno bisogno i ragazzi

“Si può diventare campioni, arrivare in alto senza usare sostanze doping: io ne sono l’esempio”. Così ha esordito venerdì 29 gennaio Simone Buti, capitano della Nazionale di pallavolo alla conferenza Doping, droga e adolescenza tenutasi a Cannara in occasione dei festeggiamenti di San Giovanni Bosco ed inserita in un percorso di formazione che sta toccando molti comuni della provincia di Perugia. Recentemente si è svolta anche presso la scuola media “Gentile da Foligno”, come in molte altre scuole, con lo scopo di attivare una prevenzione importante; destinatari sono i genitori e gli educatori a vario titolo.
“Il doping – continua il campione sportivo – è un imbroglio nello sport come nella vita: il valore della salute va portato avanti e chi si dopa dà uno schiaffo alla salute. Nella mia vita la famiglia è stato il faro, il sostegno che ha sempre accompagnato la mia carriera con la sua forza e la sua religione. Ai giovani mi sento di dare un consiglio importante: divertitevi perché il divertimento deve essere alla base dello sport non solo per un ragazzo giovane e alle prime armi ma anche per chi come me è arrivato in serie A”. Questo il tono della serata che ha visto un susseguirsi di interventi e testimonianze all’insegna dei valori: il dott. Giovanni Boni, medico dello sport e coordinatore di questo percorso di formazione, ha illustrato le droghe oggi più diffuse e le modalità di somministrazione. Attraverso un video ha riportato la testimonianza di sportivi del mondo della danza o del calcio che sono caduti nella rete dei farmaci e ha invitato i giovani a denunciare comportamenti illeciti in quanto bisogna diventare l’anello forte della catena e non quello debole.
Quindi il dott. Paolo Abbritti, sostituto procuratore della procura di Perugia, ha illustrato la situazione dei minori in Umbria e nella nostra provincia. “Gli adolescenti chiedono aiuto ma quando arrivano in procura è ormai tardi. Le statistiche dimostrano che il problema diminuisce nelle famiglie che seguono molto i figli e in cui c’è un papà forte. Il compito degli adulti – ha continuato il magistrato – è quello di trasmettere già da giovanissimi passioni importanti che puntino sempre più alla lealtà e all’onestà”. Il dott. Abbritti ha terminato il suo intervento con una citazione di Don Bosco: “Per avere una vita felice bisogna essere allegri, studiare e pregare”.
Infine è stata la volta delle testimonianze molto toccanti di due ex-tossicodipendenti che hanno commosso tutti i partecipanti, i quali, come nel teatro di Shakespeare, per un attimo hanno partecipato da attori. Le loro storie avrebbero potuto essere quelle di tutti i presenti, dei nostri figli adolescenti, dei nostri amici. La famiglia deve trasmettere forza e amore, ecco il messaggio che ha risuonato. “Faccio il giro dello scuole e sono andato anche in quella che ho frequentato da giovane per dire ai ragazzi che mi drogavo per sentirmi grande e importante. Altro è la forza di cui mi sono appropriato dopo anni di illegalità, di vita nella notte. Ho vissuto troppa libertà. Oggi mi alzo per ammirare la bellezza dell’alba”.
Non è poesia ma la vita vissuta e questo è il nostro compito come educatori: consegnare un mondo sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche, e soprattutto, a livello sociale. Dobbiamo restituire ai giovani adolescenti il tempo del dialogo in famiglia, del rispetto, dello stare insieme insegnando a raccogliere il sano e il buono da ogni esperienza e buttare ciò che inquina, come si fa con la raccolta differenziata per migliorare l’ambiente. Se un magistrato cita Don Bosco, forse tutti ci dovremmo interrogare sui valori che una comunità educante dovrebbe trasmettere sempre quale metodo preventivo. Perché il problema non è la droga, ma la solitudine dei ragazzi, la loro tristezza, la poca autonomia e l’incapacità di affrontare le prove della vita, sportive e non, di cui noi adulti siamo responsabili.

PAOLA POMPEI

0 shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content