PRESENTAZIONE PROGETTO LAVORI ZUCCHERIFICIO ABBATTIMENTO MISMETTI RAGGI FLAGIELLO

Coop-Comune, quel braccio di ferro che non ha fine

foto Stefano Prezziotti
foto Stefano Prezziotti

Sono trascorsi più di dieci anni dalla firma della convenzione tra Comune di Foligno e Coop Centroitalia per la realizzazione di un vero e proprio quartiere, denominato “Campus”, nell’area dell’ex zuccherificio, ma è ancora buio pesto sul futuro di una superficie così strategica per l’assetto della città. L’unica cosa certa è che sono state demolite quasi tutte le belle strutture industriali e quelle rimaste in piedi, la villetta liberty e la distilleria, stanno cadendo letteralmente a pezzi. La novità degli ultimi giorni sulla vicenda non è tanto la richiesta di risarcimento danni di Coop, già nota da tempo, quanto la decisione della cooperativa di rendere di dominio pubblico la memoria depositata al TAR dell’Umbria che esaminerà la diatriba nell’udienza del prossimo 8 giugno. Il documento è allegato a una lettera aperta ai consiglieri comunali a firma Giorgio Raggi, nella quale la cooperativa esprime il proprio parere – negativo – sulla delibera presentata in Consiglio dal sindaco Mismetti riguardo l’assetto dell’area, delibera che sarebbe andata in discussione proprio in questi giorni se il sindaco stesso non l’avesse ritirata denunciando l’iniziativa di Coop come “un messaggio intimidatorio e inaccettabile che lede la libertà e l’autonomia del Consiglio”.
Ma torniamo alla memoria, che è documento particolarmente interessante perché fornisce una ricostruzione accurata, ancorché necessariamente di parte, degli avvenimenti. Coop giustifica la richiesta di risarcimento sulla base di una sequenza di elementi, il primo dei quali è il ritardo con il quale il Comune ha provveduto ad avviare l’esproprio dell’area del supermercato “Tigre” di proprietà di Magazzini Gabrielli. Nella convenzione del 2005 l’ente si era impegnato a promuoverlo entro due anni, ma lo ha avviato solo a marzo 2015! Come è noto, il Piano Regolatore riunisce in un unico ambito le due aree, riservando una superficie commerciale a Gabrielli nella proprietà di Coop e destinando a verde pubblico lo spazio ora occupato dal “Tigre”. A questa previsione Coop si era inizialmente opposta con ricorso al TAR, mentre Gabrielli si era dichiarata favorevole, salvo poi Coop accettarla con la firma della convenzione e Gabrielli opporvisi attraverso un ricorso al Piano Particolareggiato. Strano? Forse no, per principio non si può essere d’accordo tra concorrenti! La questione dell’unione delle due aree in un unico ambito non è marginale, perché Gabrielli si è opposta anche all’atto di esproprio (chi non lo farebbe!) e ora Mismetti, nella mozione presentata a ottobre scorso e ritirata qualche giorno fa, dice di voler lasciare le cose come stanno e far ricostruire il supermercato “Tigre” può o meno dove sta ora. Torniamo però ancora alla memoria, perché il secondo motivo di doglianza è forse giuridicamente più sfumato, ma ben più significativo dal punto di vista politico. Coop sostiene di essere stata indotta dall’amministrazione comunale a una serie di passaggi diretti a rendere accettabile il progetto già realizzato dallo studio Araut in conformità al Piano Attuativo. E, precisamente, prima a scegliere un architetto di fama internazionale all’interno di una lista di gradimento e poi ad inserire nel progetto la realizzazione del Parco delle Scienze. La memoria fa nomi e cognomi dei partecipanti alle riunioni durante le quali sarebbero stati definiti questi aspetti: Nando Mismetti, Joseph Flagiello, Alfiero Moretti e Luciano Piermarini. Coop ricorda poi come sia il sindaco, sia l’assessore Flagiello abbiano pubblicamente appoggiato il progetto, anche in toni entusiastici, salvo poi fare dietro-front davanti alla reazione dell’opinione pubblica. Da ultimo la memoria evidenzia come i ritardi abbiano consentito al concorrente Gabrielli di eccepire la decadenza del Piano Particolareggiato e di come l’ipotesi contenuta nella mozione del Sindaco sia illegittima perché “comporterebbe una variante al Piano Regolatore in presenza di atti abilitativi già rilasciati”.
Difficile capire se da qui a giugno accadrà qualcosa, se il pressing di Raggi nelle aule di tribunale e sulla stampa produrrà qualche effetto. Di sicuro la lettera di Coop ai consiglieri non ha contribuito a ricompattare la maggioranza come fu per l’analoga iniziativa del 2014. Anzi, tra proposte di gruppi di lavoro e Consigli Comunali “aperti,” sotto il Torrino c’è nebbia fitta sia sui contenuti che sul procedimento da seguire. In questo groviglio di progetti, varianti, ricorsi e controricorsi, nessuno dei contendenti ci fa bella figura. Ma se del rappresentante legale di un’impresa commerciale ci interessa fino ad un certo punto, almeno fin quando i suoi progetti non sembrino contrari all’interesse pubblico e al bene comune, molto di più ci importa di una amministrazione che col suo comportamento ambiguo e tentennante non ha prodotto le condizioni per consentire la riqualificazione dell’area ed ha esposto la collettività al rischio di un esborso piuttosto ingente (la richiesta di Coop è di 18 milioni e spiccioli). Dico la collettività, caro lettore, perché, malgrado la pubblicità possa indurti a pensare il contrario, la Coop non sei tu (ma il Comune sì).

VILLELMO BARTOLINI

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