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Stefano Rossi ingegnere, formatore e inventore. Esperienze e premi in prestigiose università

Stefano Rossi, diploma al liceo scientifico “Marconi” e lauree di primo livello in ingegneria meccanica all’università di Perugia e magistrale in ingegneria biomedica all’università degli studi di Firenze, è tra i fondatori del “Multiverso coworking Foligno”, sito in piazza del Reclusorio in centro storico. Altri membri sono Elisa Cesarini, Daniela Innocenzi, Filippo Salvucci, Simone Bellucci. Il coworking, ovvero condivisione di spazi e competenze professionali in uffici (di proprietà comunale) con costi ribassati, è forma innovativa di lavoro come lo sono le start-up (dall’inglese, avviare, attivare, nascere, incamminarsi). E Rossi è il responsabile dell’area innovazione e start-up con collegata ricerca di finanza agevolata. Egli mette così a frutto le tante competenze acquisite all’estero e in Italia, dopo aver conseguito le lauree. Ha studiato e perfezionato le conoscenze negli Stati Uniti, alla Santa Clara University, Stanford University, in Silicon Valley. Poi ha iniziato diverse e gratificanti collaborazioni professionali a Bologna, Modena, in Umbria, in California, mettendo in atto pratico la ricerca delle tesi di laurea su “proposta di modello di gestione e analisi dei rischi per apparecchiature laser ad uso medico” e “realizzazione di un laringoscopio innovativo”. Stefano è stato consulente per diverse startup e al momento collabora a tempo pieno con due promettenti startup innovative umbre: K-Digitale di Perugia specializzata in piattaforme digitali per l’industria 4.0 – le Smart City – e la promessa folignate dell’automotive (team Giuliani), la Umbria Kinetics. Con due significative imprese folignati, Ormesa e Umbra Group, ha collaborato intensamente. Con la prima, ha gestito relazioni esterne con clienti esteri e organizzato eventi, preparato la partecipazione a fiere in Europa, Usa, Asia e Medio Oriente e ha svolto lezioni a personale medico sia italiano sia straniero. Con la seconda ha elaborato uno “studio volto allo sviluppo di un innovativo sfintere urinario artificiale”, progettando prototipo e componenti elettromeccanici, con esperienza diretta di sala operatoria per prove su pazienti. Stefano Rossi, con l’ideazione dello sfintere, ha usufruito di una borsa di studio “Fulbright BEST” unica al mondo, che consente a giovani scienziati italiani di avviare una start-up frutto della loro ricerca. È così corso in California per un’esperienza formativa straordinaria in Silicon Valley, regione dove sono nate alcune delle aziende globali più conosciute. Rossi crede fermamente nella ricerca-innovazione: “In Italia la qualità della ricerca è ottima e i soldi ci sono; però per passare dalla teoria all’industria è necessario un cambio di mentalità: qui le imprese sono quasi esclusivamente familiari, non c’è la cultura del rischio e si ha paura del fallimento. Negli Stati Uniti non contano età, studi, percorso lavorativo; se hai una buona idea e una buona squadra gli investitori sono pronti a scommettere su di te”. È per queste convinzioni che oggi l’ingegnere folignate fornisce consulenze a imprese artigianali locali, che hanno buone idee ma difettano di quel coraggio imprenditoriale necessario. Stefano Rossi, un giovane che ha tanto studiato, si è messo in gioco, aprendosi a culture e modi di pensare diversi. E ha ancora voglia di farlo: nel suo curriculum si legge “disponibilità massima a trasferte e trasferimenti in Italia e all’estero”.

GIANCARLO ANTONELLI

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