Settimana politica

Duetto con commedianti: sono Mismetti-Ciancaleoni

Lo scontro personale tra il Sindaco e il consigliere Ciancaleoni già si era consumato nella prima amministrazione Mismetti. Allora il motivo dell’insoddisfazione del Ciancaleoni è stato la figura del vice-sindaco Romagnoli (si è dimesso causa conflitti di interessi con la sua professione di avvocato). Oggi le vere ragioni della diatriba (con dichiarazioni-battibecchi dell’uno e dell’altro) sono oscure. Si presume possano essere principalmente questioni di poltrona da assessore, considerate le dimissioni del socialista Belmonte: Ciancaleoni reclama la sostituzione con un soggetto a lui gradito. Ecco alcuni stralci del confronto. Ciancaleoni: “Il Sindaco festeggia a petto in fuori il traguardo dei tre anni di amministrazione, ma i cittadini folignati possono ugualmente fare festa? All’inizio del mandato amministrativo c’era una maggioranza ampia; ora c’è una maggioranza che prima di affrontare argomenti impegnativi deve assicurarsi che tutti i consiglieri abbiano ottima salute, che tutti siano soddisfatti e dopo tutte queste verifiche, grazie anche all’indispensabile voto di Mismetti, si può sperare in un esito favorevole alla proposta della Giunta. Da qualche tempo si è dimesso un assessore che a oggi il Sindaco non è stato capace di provvedere a sostituire. Le nostre preoccupazioni su Fils sono state superate dalla realtà e sull’area ex-zuccherificio non si vede soluzione. Diversamente dal Sindaco pensiamo che Foligno meriti di più”. Mismetti: “Ho letto con attenzione le dichiarazioni di Ciancaleoni, ho avuto con lui un colloquio solo da poco e il tenore della conversazione era diverso. Oggi con me Ciancaleoni ha chiuso”. Battibecchi sulle numerose assenze del Ciancaleoni. Mismetti: “Credo sia giunto il momento di far conoscere il suo contributo e la sua presenza in Consiglio comunale e nelle commissioni”. Ciancaleoni: “Assenze giustificate per motivi familiari”.

Tra i due si intromette Potenza

Aldo Potenza, socialista perugino, si è sentito chiamato in causa quando Mismetti faceva riferimento al mentore di Ciancaleoni: “Mi chiedo perché sono stato chiamato in causa, le decisioni del consigliere socialista sono state prese in totale autonomia. Se fossi stato al posto di Ciancaleoni da molto tempo avrei preso drastiche decisioni visto il modo con cui Mismetti evita le responsabilità amministrative e politiche. Ma Ciancaleoni ha voluto seguire una strada più accondiscendente e prudente. Al posto del Sindaco invece di trasferire ad altri le responsabilità di ciò che potrebbe accadere, mi farei un bel bagno di umiltà e mi assumerei le responsabilità del ruolo che svolgo”. E Mismetti: “Potenza, uscendo allo scoperto, ha confermato ancora una volta di voler esercitare un suo ruolo nelle vicende politiche folignati; posso ascoltare le varie opinioni, ma io mi rapporto con coloro che rappresentano in quel momento le forze politiche della coalizione. Fare un bagno di umiltà? Se non fossi stato umile non avrei potuto amministrare Foligno in questi anni tra tante difficoltà originate spesso da motivazioni incomprensibili e contraddittorie”. Il rapporto tra socialisti e Mismetti non è fortunato; l’altra volta con il vice Romagnoli, questa volta con Belmonte e Ciancaleoni.

Indennità e spese di Sindaco e assessori 2016.

Il Sindaco: indennità lorda di 45.514 euro (come Presidente della Provincia di Perugia e del Consorzio Aeroporto ha zero compensi) e ha avuto rimborsi per 18,50 euro (pasto a Porto Civitanova per l’incontro con quel Sindaco). Il vice Rita Barbetti: indennità di 17.068 euro e rimborsi per 119,20 euro (missione a Milano per convegno ANCI). L’ex-assessore Emiliano Belmonte ha percepito un’indennità di 27.297 euro, rimborsi per 33 euro pasto a Roma, incontro su Piano Città. Giovanni Patriarchi: indennità di 27.297 euro, nessun rimborso. Elia Sigismondi: indennità di 13.654 euro; 34,65 euro il rimborso per biglietti per incontro a Roma su Piano Città. Angeli Graziano: indennità di 14.525 euro, nessun rimborso. Maura Franquillo: indennità di 17.595 euro, rimborsi per 203,70 euro per missioni a Roma, Terni, Milano e Sant’Anna di Stazzema. Il presidente del Consiglio Alessandro Borscia ha un’indennità di 27.309 euro, nessun rimborso. Nel 2016 le spese degli amministratori ammontano a 409,05 euro. Dai bilanci e rendiconti non sembra sia possibile verificare il dato disaggregato delle indennità della Giunta e delle spese di rappresentanza.

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