“Cattolici, politica e società”

Il 16 settembre prossimo presso la Casa San Girolamo a Spello, l’Azione Cattolica Italiana ha invitato Ferruccio De Bortoli per una riflessione sul tema “Cattolici, politica e società”. Non si può non pensare alle parole che Papa Francesco ha rivolto ai membri dell’associazione per la celebrazione dei suoi 150 anni: “mettetevi in politica, ma per favore nella grande politica, nella Politica con la maiuscola!”.
Del rapporto tra cattolici e politica abbiamo parlato più volte anche sul nostro settimanale e l’esigenza di un maggiore impegno sembra essere sentita ad ampio raggio nel mondo cattolico. Eppure, se si guarda sia al panorama nazionale che a quello locale, i politici che provengono da questa esperienza sono numerosi e di peso: il capo dello stato, il segretario del partito di maggioranza, diversi ministri.
Manca però una presenza originale e l’impegno dei cattolici viene spesso percepito, non sempre a torto, come semplicemente “reattivo” rispetto ad iniziative che vanno a toccare alcuni temi di natura prevalentemente etica.
Quando il “mondo cattolico” emerge nel dibattito pubblico lo si vede impegnato nella battaglia per la difesa di valori che, nella società contemporanea, perdono progressivamente terreno. Vita, persona, famiglia, solidarietà e accoglienza potrebbero sembrare valori semplicemente umani, ma staccati dalla loro radice cristiana hanno perso la loro evidenza.
Di fronte a questa situazione in alcuni prevale l’atteggiamento dei difensori di una cittadella assediata: vedono dovunque dei nemici e sognano il ritorno allo splendore del passato. È una tentazione molto diffusa, soprattutto nelle realtà cattoliche dal forte tratto identitario. I cambiamenti sociali sono tanto inquietanti che si tende a chiudersi nelle proprie comunità per difendersi dalla corruzione del “mondo”. L’attività politica è data in appalto ai difensori dei “valori” cattolici a prescindere dalla loro effettiva capacità di incidere sulle scelte concrete. I social network sono usati per dare patenti di ortodossia perfino al Papa ed amplificare artificialmente la risonanza delle proprie opinioni.
Esiste però, ed è maggioritario, un mondo cattolico che non cerca un nemico contro cui combattere ma che testimonia la positività della vita: giovani che hanno il coraggio di mettere su famiglia, che si impegnano nello studio, nel lavoro e nella cultura, che seguono i nostri figli al catechismo, associazioni che si dedicano agli altri, imprenditori che mettono il lavoro prima del profitto, medici che curano i pazienti prima della carriera. Questo mondo entra a fatica nel cono di luce mediatico, non si identifica in uno schieramento politico preciso né ha come principale preoccupazione quella di difendere i valori cristiani: li vive come conseguenza dell’Avvenimento che ne è il fondamento.

MAURO PESCETELLI

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