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Paesaggi che raccontano storie

Documentario, inventario ed immaginario: sono queste le tre parole chiave dell’esposizione artistica Manufatto in situ del Ciac di Foligno, inaugurata lo scorso 9 settembre e visitabile fino al 7 gennaio 2018. La mostra, curata dall’associazione culturale Viaindustriae, guida il visitatore attraverso dieci differenti tavoli tematici che descrivono ognuno un certo tipo di paesaggio: architettura ad arte, sculture in città, spazio dell’immagine, paesaggio responsabile, paesaggio nomade, paesaggio domestico, difesa della natura, paesaggio politico, paesaggio sonoro, post-paesaggio. Con l’aiuto dei preziosi documenti è possibile analizzare in modo più approfondito il paesaggio, infatti solo comprendendo il preciso momento storico preso in analisi si può godere appieno delle diverse opere in mostra. Viaindustriae è attiva da dieci anni nel territorio umbro, a partire da Cancelli: non a caso in ogni stazione tematica viene illustrato un diverso paesaggio umbro confrontato con un suo simile di altre zone dell’Italia. Ad esempio, è significativo il confronto tra la mostra d’arte contemporanea folignate Lo spazio dell’immagine del 1967 e il Campo Urbano di Como del 1969: i paesaggi in questo caso riportano una società in una brusca evoluzione alla ricerca di nuove spazialità e di modelli alternativi. Il lavoro di Manufatto in situ non si ferma all’esposizione. L’altro tasto toccato è quello dell’immaginazione, ovvero del creare continuamente nuovi progetti e idee in grado di stare al passo con la mutevolezza dei paesaggi e dell’ambiente. L’instabilità del paesaggio è un tema ricorrente, per questo i valori come la salvaguardia e l’innovazione dell’ambiente naturale sono ricorrenti nella mostra. I vari documenti mostrano come già negli anni ‘80 l’artista Joseph Beuys, in seguito al terremoto dell’Irpinia, parlava di crisi della natura esprimendo un concetto più che mai attuale. Tra gli altri artisti spiccano i nomi di Piero Gilardi, Giuseppe Uncini, Lucio Fontana e Sol Lewitt. Quest’ultimo è protagonista di un tavolo tematico a lui dedicato dove poter ammirare le cosiddette piramidi complesse, lavori realizzati dall’artista statunitense durante un periodo in cui si trovava in Umbria. La mostra spiega al visitatore quanto la spazialità e il paesaggio permeino ogni aspetto della vita. Per questo Manufatto in situ sprona il cittadino a godere dell’ambiente naturale non in maniera passiva, bensì in modo costruttivo e consapevole.

GIACOMO TONI

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