ok - advocatus - Il Sagrantino di Foligno - Sagrantino della Paciana febbraio 2008 060

Il Sagrantino di Foligno

I montefalchesi non me ne vogliano, ma il primo Sagrantino vinificato secco non fu prodotto a Bevagna, Montefalco, Giano dell’Umbria o Gualdo Cattaneo, paesi che corrispondono all’attuale zona di produzione DOCG. Fu letteralmente inventato in Comune di Foligno, per l’esattezza nelle tenute di Ruozi Berretta oggi, ahimè, convertite in zona industriale-artigianale denominata “La Paciana”. Dalla vigna al capannone, se la vogliamo dire tutta. Lo so che in tempi di globalizzazione è sconveniente farne una becera questione confinaria, ma tanto vale parlarne perché le parole sono importanti, come insegna Nanni Moretti. Tanto più se ingenerano equivoci che favoriscano una comunicazione inesatta o inappropriata, specie se in mano a ciarlatani, chiromanti del territorio o esperti in mistificazione mediatica. È bene quindi, cugini di Montefalco, non tirarsela troppo con questa autoreferenzialità enologica, che se non fosse per le crescenti conurbazioni e le dilaganti rotatorie (la superficie complessiva impegnata da svincoli e interconnessioni delle strade a scorrimento veloce del nodo di Foligno è pari a 31 ettari, poco meno della metà di quella dell’intero centro storico, che è di 67 ettari) oggi avremmo potuto strapparvi la denominazione. Così “La Paciana” ne sarebbe diventata il cuore, invece di una zona artigianale sfuggita – più o meno volontariamente – al controllo di chi l’ha sconsideratamente pensata. Mentre i montefalchesi si compiacciono del loro vino, noi rimaniamo qui a recriminare sull’occasione perduta in cambio di una spiazzante spianata commerciale diffusa figlia di un demenziale piano regolatore. Ops.

GIOVANNI PICUTI

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