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ELEZIONI, L’ITALIA S’È… DESTRA. UMBRIA: ‘CIAONE’ A RENZI E LEONELLI

L’Italia s’è… Destra. E apre anche un Grand Hotel a Cinque Stelle di Giggino ‘O Miracolato. E l’Umbria? Crolla la roccaforte Rossa con un Pd ridotto ai minimi termini che registra la clamorosa sconfitta di alcuni parlamentari uscenti. Gli elettori hanno licenziato Bocci e Leonelli, il segretario regionale del Pd che, bontà sua, ha avuto la dignità di dimettersi. Fuori anche Giulietti. E non c’è più nemmeno l’articolo 18 a cui possano appellarsi. Mentre il centrodestra arraffa tutto con Donatella Tesei e Francesco Zaffini al Senato, i più votati in assoluto, ed Emanuele Prisco, Riccardo Augusto Marchetti e Raffaele Nevi alla Camera. Con questi risultati gli elettori umbri hanno fatto ‘Ciaone’ a Renzi e Leonelli complici e responsabili della disfatta. Hanno recuperato sul filo di lana rendendo meno pesante la sconfitta l’Ascani e Verini alla Camera e la Ginetti e Grimani al Senato per rinuncia di Renzi. I Pentastellati, salvo miracoli dei resti nazionali, agguantano anche i restanti seggi del proporzionale (due al Senato e due alla Camera). La liquefazione del centrosinistra, al livello locale, è derivata dal fatto che non ha saputo parlare più alla gente (come pure è accaduto nel resto del Paese). Un Pd che, soprattutto, ha badato più all’autorefenzialità di alcuni dei suoi personaggi in campo che hanno puntato solo sulla propria immagine, non curandosi dei rapporti con le altre realtà. E in tutto questo Renzi è stato l’Hollande del Pd, il becchino. Sarebbe il caso che ora torni nella sua Firenze e, parafrasando il Manzoni, vada a risciacquare i suoi panni in Arno. E si porti in barca anche il Leonelli. Gli umbri hanno voluto cambiare pelle mandando in mille pezzi il Pd ai cui esponenti non resta che uscire a testa bassa dalle sedi. E che l’ultimo spenga la luce.

ROBERTO DI MEO

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Esprimere un vuoto

  1. 12 marzo 2018

    Dopo le elezioni 2013, sollecitato aspramente dai lettori sul perché non trovasse nulla di criticabile nel M5S, Robecchi rispose che il fenomeno sarebbe stato passeggero, e si sarebbe sgonfiato da solo a breve, immeritevole pure di una stroncatura da parte sua. Lungimirante, non c’è che dire. Premessa, nessuno obbliga nessuno a scrivere nulla, ma ognuno è libero di farsi un’idea di tale inspiegabile silenzio. Metto lì due modeste e moderate ipotesi: i grillini (destra pura, sfido a dimostrare il contrario) fanno al nostro ospite meno schifo del Pd (sinistra scivolata verso destra) sul Fatto quotidiano, anche volendo, nessuno può scrivere quel che pensa davvero dei grillini, esattamente come dentro il movimento le voci fuori dal coro escono (passando dalla finestra) dal coro. (Il Pd nel frattempo sembra abbia epurato anche chi se ne è andato di sua spontanea volontà).

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