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Un cortometraggio semplice per un messaggio non banale

Proiettato venerdì 23 nella sala principale dello Spazio ZUT! A Foligno, dalla RUFA (Rome University of Fine Arts) di Roma arriva Democrasheep, un cortometraggio ironico e canzonatorio sui problemi della democrazia, scritto da Alen Galante (nella foto) e interpretato da Simone Pepponi Fortunati, ventenni folignati studenti nella capitale. “Lo scopo del corto è puramente dimostrativo, votato a rimarcare l’ovvio, ma con l’obiettivo di far passare un messaggio non banale: un potere grande come la democrazia può essere nulla in mano a un gregge di pecore”.
Come nasce l’idea di un corto sui rischi della democrazia?
“L’idea è arrivata in maniera fulminea, ho iniziato a scrivere quasi di getto. Con una chiara citazione a ‘La fattoria degli animali’ di Orwell, ho voluto inscenare l’ascesa e l’inevitabile declino del sistema democratico in un gruppo di pecore; una libertà troppo difficile da gestire per una comunità senza opinioni o facoltà di discernere. Il messaggio che voglio far passare è forse fin troppo chiaro, ma è a causa della sua apparente banalità che spesso viene ignorato. Stiamo perdendo la facoltà di critica”.
Il progetto è interessante, ma come fa uno studente a ottenere un risultato tangibile senza un budget alle spalle?
“Non è una strada facile per chi non ha una copertura finanziaria. La mia fortuna è stata quella di poter utilizzare l’apparecchiatura fornitami dalla RUFA, senza la quale girare non sarebbe stato possibile. Con un budget sarebbe tutto più facile, ma spero di aver dimostrato che con la voglia di lavorare è possibile ottenere un prodotto soddisfacente”.
Progetti per il futuro?
“L’idea è quella di iscrivere il corto a qualche festival, per ora sto passando al vaglio le varie occasioni possibili. A dirla tutta, è in cantiere una nuova produzione, stavolta a tema ‘Talent Show’, in collaborazione con il Supersonic Music Club. Le riprese sono previste per maggio. Mi auguro di portare tante buone idee e linfa vitale all’ambiente culturale romano e folignate”.

VITTORIO BITTI

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