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Stregati dalla Carbonara

Via Gramsci by night & food. Ma anche music & shottini ad uso dei Millennials. Una ragazza e un ragazzo siedono al tavolo di un ristorante. Il cameriere gli porge il menù. La fanciulla senza nemmeno sfogliarlo ordina una carbonara. Garbatamente il cameriere: “Mi dispiace signorina, non ce l’abbiamo”. “Non ce l’hai?”, domanda il ragazzo sconcertato. “Nossignore, mi dispiace, purtroppo non questa sera, ma abbiamo…”. La ragazza lo insolentisce: “Ma lo sai che giorno è oggi?”. “Sissignora è venerdì, venerdì sei aprile”. “È il carbonara day”, lo ammonisce lei, tanto per non farsi trovare impreparata. Il cameriere ammutolito accenna ad un sorriso per scusarsi di non poter esaudire il loro travolgente desiderio di carbonara. Del resto, se non oggi quando? I due, infastiditi, fanno per andarsene. Lui, ad alta voce: “Di’ al cuoco di stare tuned, in campana, insomma, me so’ spiegato?”. Il cameriere che finalmente ritrova il suo orgoglio: “A Pischè, il cuoco sta a lavorà, mica a pettinà le bambole”. La scenetta termina qui. Tanto per dire che hanno scassato ‘ste giornate internazionali per solennizzare il ridicolo, dalla carbonara, alla lentezza, al risparmio energetico, alla pace interiore. Senza considerare che a interrogarli non avrebbero nemmeno saputo elencare gli ingredienti dell’anelato primo piatto. A voler trovare a tutti i costi una chiusa positiva ci si accorge che l’Italia è un Paese diviso dalle ricette, tanto nelle case quanto nei ristoranti, ma in definitiva – se è vero che nei Millennials ricorrono ancora certi desideri – né la globalizzazione né MasterChef sono ad oggi riusciti nell’intento di tritare l’idea di cibo tradizionale, salvo non sbagliare la data o il ristorante. Per il resto dell’anno ci sta il sushi.

GIOVANNI PICUTI

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