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Daniele Santarelli, Mr Scudetto: “I miei segreti? Scrivania e palestra”

Più in alto e più in alto ancora. A cosa può aspirare Foligno nel mondo dello sport? Alla vetta, che domande. Tanti concittadini e tante società sportive lo hanno dimostrato in questa stagione agonistica a dir poco straordinaria, conquistando trofei e coppe di grande prestigio. Forse non tutti lo sanno, ma Foligno è finita sul tetto d’Italia grazie alle gesta di un ragazzo nato e cresciuto nella nostra città che, grazie a qualità e passione, ha ottenuto un successo strepitoso a livello nazionale.
Ciao Daniele, puoi presentarti al popolo folignate?
Sono Daniele Santarelli, classe 1981, nato a Foligno, ma da 10 anni vivo fuori. Sono allenatore professionistico di volley in Serie A1 femminile e… ho vinto il campionato con il Conegliano!
Hai vinto lo scudetto da pochissimo tempo, il 29 aprile. È il tuo primo trionfo da primo-allenatore e il secondo nella storia della squadra. Che emozioni hai provato nel raggiungere questo obiettivo?
È la realizzazione di un sogno. Fin da bambino puntavo alla Serie A e per me era un traguardo magico anche quando ero giocatore, ma non sono riuscito ad arrivarci per diversi motivi, tra cui le mie capacità… mi ero promesso di arrivarci da allenatore. La fortuna mi ha fatto arrivare in una società ambiziosa ed importante come Conegliano. Io lo sto vivendo come la realizzazione del mio sogno da bambino.
29 aprile 2018, stadio PalaVerde, gara 4: che ricordi conservi della finale che hai vinto?
Mi ricordo tutto: le emozioni prima della gara, il discorso alla squadra, le motivazioni che ci hanno portato a giocare quella sfida in quel modo, l’enorme calore del pubblico di 6.000 spettatori, l’applauso durante l’ingresso in campo, il rumore assordante ad ogni punto segnato e l’esplosione finale di tutto lo stadio, lo staff e le giocatrici.
Oltre allo scudetto, hai quasi vinto la Coppa Italia e sei arrivato terzo in Champions League. Per il prossimo anno che obiettivi ti poni da allenatore?
Prima di tutto voglio confermarmi perché vincere è difficile ma confermarsi lo è molto ma molto di più. Il prossimo anno voglio rivincere lo scudetto, anche se il campionato sarà di livello più alto. Vorrei puntare anche a un altro trofeo, ma l’importante è restare in tutte le manifestazioni fino alla fine. Il traguardo più difficile è l’Europa e ci stiamo avvicinando al livello delle big europee. Quest’anno abbiamo perso al tie break contro la squadra più forte del mondo… il prossimo proveremo ad arrivare fino alla fine.
L’Umbria è finita alla ribalta del volley nazionale anche per la vittoria del campionato maschile della Sir Perugia dove gioca un altro folignate come te che conosci molto bene: Ivan Zaytsev.
Ho avuto il modo ed il piacere di allenarlo da bambino, me lo ricordo molto bene. Io ho avuto il privilegio di essere allenato da suo padre quando ero bambino. Ivan ha avuto una crescita incredibile, sono strafelice per la vittoria dello scudetto a Perugia e sono felice che in Umbria il volley sia arrivato a questi livelli. Questo sport in Umbria è stato sempre molto praticato e i risultati sono la conferma di quanto di buono si sta facendo in questi anni. La pallavolo femminile ha fatto la A2 e credo sia uno degli sport più importanti e di questo sono orgoglioso.
La tua passione per la pallavolo come nasce?
Nasce a Foligno con la Under 14 per puro caso. Cercavo uno sport da praticare, come capita a tutti i ragazzi, ed ero affascinato dalla pallavolo. Degli amici mi hanno portato a provare questo sport ed eccomi qua, loro mi hanno spinto a praticare questo sport. La passione per la pallavolo si è trasformata in amore vero fino a diventare il mio lavoro. Ho fatto tutta la trafila delle giovanili fino alla B1 a Foligno. Per me rimangono dei ricordi stupendi del passato. Quando torno e rivedo quei campi e quelle persone che provano a fare il bene della pallavolo a Foligno mi fa molto piacere.
Le squadre volley di Foligno possono puntare ad alti livelli?
Assolutamente sì, credo che ci siano buoni settori giovanili. Il livello in Umbria non è altissimo per quanto riguarda la fisicità, uno degli aspetti fondamentali della pallavolo, ma i numeri sono buoni e questo significa che c’è la possibilità che qualche elemento venga fuori e giochi campionati importanti.
Vivi da 10 anni fuori da Foligno: hai nostalgia? Che rapporto hai con la città? E com’è stata la tua infanzia a Foligno?
Foligno è casa mia! Non posso che avere meravigliosi ricordi e nostalgia. Ogni volta che torno è come se non me ne fossi mai andato. Ho la mia famiglia e gli amici e quando torno sto con loro e li rivedo. Foligno un po’ è cambiata in meglio e provo a vivermela in modo diverso rispetto al passato. Finché ero bambino la scuola e la pallavolo avevano la precedenza su tutto. Ora quando sono più libero e torno durante l’estate trascorro questi mesi più serenamente, vivendo la mia famiglia e la città in modo maggiore rispetto a prima.
Quindi questa estate tornerai per mostrare la coppa dello scudetto a tutti i folignati…
Non so se la società me la farà portare fino a giù… Di sicuro porterò i miei ricordi e quello che ho vissuto a Conegliano che racconterò agli amici. Sarà bello raccontare le mie emozioni.
Com’è la giornata-tipo di un allenatore di pallavolo professionistico?
Scrivania e palestra. Dedico molte ore della giornata allo studio della mia squadra e degli avversari. Mi rinchiudo e mia moglie mi vede di rado dentro casa. Il resto del tempo lo passo in palestra, il luogo dove sto meglio e dove mi sento a mio agio. Ho la fortuna di avere un gruppo meraviglioso che mi ha fatto vivere la palestra come un divertimento vero e non come un lavoro. Avrei voluto che questa stagione non finisse mai!
Che consigli dai ai giovani sportivi di Foligno che sperano di diventare grandi e vincere trofei?
Rincorrere un sogno e avere dei modelli è una fonte d’ispirazione. Io li ho avuti. Ho vissuto la palestra come un amore vero, mi sono sempre divertito: passavo volentieri i sabati e le domenica a giocare invece di uscire la sera. Per me è stato indimenticabile. Coltivare la passione per uno sport alla fine porta sempre e comunque ricordi e momenti magici da rivivere negli anni futuri, a prescindere dalla categoria in cui si arriva a giocare.
Ultima domanda: qual è il segreto del tuo trionfo con la Imoco Volley?
La fortuna (ride). Alla base di tutto ci sono la fortuna e tanta passione, insieme alla voglia di voler arrivare a tutti i costi. Senza la fortuna è difficile andare avanti. Con la fortuna e la passione è più facile raggiungere il proprio sogno. L’importante è porsi traguardi sempre maggiori. Appena è caduto l’ultimo pallone ho iniziato a pensare alla prossima stagione. La mia testa è già al prossimo anno…

GABRIELE GRIMALDI

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