Il governo locale non è quello nazionale

Le elezioni locali premiano chi è radicato sul territorio penalizzando le forze senza “volti”, gli amministratori “di palazzo” lontani dai cittadini e i responsabili di cattive gestioni. Così il centrosinistra arresta la frana del 4 marzo aggiudicandosi 4 comuni e piazzandosi bene in un ballottaggio, la Lega tira la volata ad un centrodestra unito che si rafforza conquistando un comune e puntando ad altri due al secondo turno, mentre il Movimento 5 Stelle appare nettamente in affanno, restando per lo più fuori dai giochi.
Ma vediamo il dettaglio in Umbria. I procedimenti giudiziari a carico del sindaco uscente Leopoldo Di Girolamo e la situazione finanziaria del comune strappano Terni al centrosinistra: al ballottaggio del 24 giugno andranno Leonardo Latini appoggiato dal centrodestra che sfiora la vittoria al primo turno con il 49.2% (la Lega si aggiudica il 29.1% dei suffragi rispetto al 18.7 delle politiche fagocitando Forza Italia) e Thomas De Luca del M5S con il 25.0% (dal 29.8 delle politiche); Paolo Angeletti del centrosinistra si ferma al 15.0% con il PD che raccoglie un magro 12.6% (era al 22.2 a marzo). Gli elettori spoletini consegnano al ballottaggio una situazione più incerta: a succedere al sindaco Cardarelli, improvvisamente scomparso dopo aver portato Spoleto a destra, sarà uno tra Umberto De Augustinis del centrodestra con il 37.2% (rispetto al 38.6 di coalizione alle politiche) e Camilla Laureti del centrosinistra che raccoglie il 33.9% (contro il 25.6 raccolto alle politiche); il M5S non ha partecipato alle elezioni a causa del mancato nullaosta per l’utilizzo del simbolo, mentre ha pesato per il 25.5% la candidatura della vice di Cardarelli e attuale sindaco facente funzioni Maria Elena Bececco, sostenuta da due liste civiche. Ballottaggio anche ad Umbertide, con una situazione opposta a quella di Spoleto: la spaccatura a sinistra fa accedere al secondo turno la candidata ufficiale del centrosinistra Paola Avorio con il 25.4% (dal 33.7 delle politiche) e Luca Carizia del centrodestra con il 21.7% (32.5 alle politiche, con la Lega che passa dal 21.97 al 18.20); fuori dal ballottaggio, ma con un discreto bottino, l’ex sindaco sfiduciato dal PD Marco Locchi (19.6), Giovanni Codovini sostenuto da una lista civica (19.3) e Gianpaolo Conti del M5S (12.3). Tornando alla Valle Umbra, centrodestra e centrosinistra vincono rispettivamente a Cannara e a Trevi: nel primo caso il sindaco uscente Fabrizio Gareggia, sostenuto in precedenza da PD e FI e decaduto per la mancata approvazione del bilancio e l’uscita del PD dalla maggioranza, vince con il 41.5% dei voti e il sostegno del centrodestra contro una sinistra divisa tra Fabiano Ortolani e Biagio Properzi; nel secondo caso si conferma Bernardino Sperandio del centrosinistra (45.5%) su Franco Todini del centrodestra (33.3) e Simone Edy Augusto Moretti del M5S (21.2). Ma il centrosinistra esulta anche per tre vittorie nette e importanti: a Monte Santa Maria Tiberina Letizia Michelini si conferma sindaco con un sonoro 71,3% e a Passignano sul Trasimeno Sandro Pasquali si afferma con un netto 67.6 strappando l’amministrazione al centrodestra, mentre a Corciano Cristian Betti del centrosinistra ribalta il voto delle politiche affermandosi già al primo turno con il 55.5% su Franco Testi del centrodestra (28.4 contro il 35.3 della stessa coalizione alle politiche) e Chiara Fioroni del M5S (13.9 rispetto al 26.2 di marzo).
Tentando un’analisi, il voto amministrativo appare guidato in larga parte da dinamiche diverse da quello politico. Il M5S, grande vincitore alle elezioni del 4 marzo, non mantiene le posizioni, non elegge sindaci e accede al ballottaggio solo a Terni, con scarse speranze di successo. Il caso della città dell’acciaio è comunque emblematico: l’avanzata del centrodestra a trazione leghista e sempre più radicato sul territorio è più forte dove il centrosinistra ha amministrato male. Per altri versi, pur “ibernato” a livello nazionale e regionale dalla difficile successione a Matteo Renzi, il Partito Democratico sembra aver arrestato il crollo e, anzi, recupera consensi rispetto a marzo quando è presente sul territorio e assicura un’amministrazione competente e corretta senza intrighi di palazzo. È interessante notare come sia del tutto assente ogni riproposizione a livello locale della coalizione gialloverde che governa il Paese, mentre si evidenzia il permanere di un assetto marcatamente tripolare con un centrodestra unito ma ormai egemonizzato dalla Lega. Nella maggior parte dei casi gli umbri preferiscono essere amministrati dall’“usato sicuro”, votano volti conosciuti e in ambito locale non sembrano troppo attratti dai temi che invece hanno determinato l’esito delle elezioni politiche. Anche per quanto riguarda Foligno, Spello e la stessa Perugia, che andranno alle urne tra un anno, i giochi sembrano ancora del tutto aperti. Se l’instabilità sempre crescente dell’assetto partitico e la volatilità dei flussi elettorali non cambieranno ancora le carte in tavola.

FABIO MASSIMO MATTONI

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