ok - Fonti di Sassovivo_La rinascita

Leonardo Tacchi racconta alla Gazzetta come ha realizzato il suo progetto e le tante novità che caratterizzeranno il futuro delle Fonti

“Era la primavera del 2013 e alla fine di un’escursione in montagna sono sceso alle Fonti di Sassovivo dove non andavo più da almeno dieci anni. Era un caso che mi trovassi lì ma ero curioso e assaporavo l’idea di rivedere quello che avevo conosciuto da bambino: la bellezza incontaminata della natura, la freschezza dell’acqua, i sorrisi della gente e il vociare festoso dei bambini che giocavano mentre le famiglie prendevano il fresco e bevevano ‘l’acqua buona dei folignati’. Purtroppo, però, i sogni si sono scontrati con una realtà completamente diversa: l’abbandono, l’incuria e l’oblio più totale. Una discarica a cielo aperto e la più completa trascuratezza. Questo ho trovato davanti ai miei occhi increduli. Più volte poi sono tornato in quel luogo di ricordi lontani e più passava il tempo, più prendeva corpo nella mia mente l’idea di una rinascita. Quest’area verdeggiante tanto cara alla città di Foligno non poteva e non doveva rimanere in quello stato. Così, decisi con sempre maggiore consapevolezza che l’acqua di Sassovivo insieme a tutta l’area boschiva dovevano tornare ai folignati”. Sono le parole di Leonardo Tacchi, un cittadino di Foligno, “uno come tanti” ma con un sogno in testa, una visione e un impegno verso se stesso, la società e l’ambiente. Ebbene, da quella primavera del 2013 a oggi è accaduto l’inimmaginabile e il “folle sogno” ha iniziato ad avverarsi con i tempi rapidi che caratterizzano la società moderna. Oltre un secolo di storia ci separa da quel lontano 1890 in cui il dottor Alfredo Massenzi acquistò la “Grotta dell’Orso” da cui sgorga fresca e pura l’acqua minerale Sassovivo. All’epoca, gli anni si succedevano lentamente come anche le conquiste in termini di traguardi raggiunti: nel 1904 vennero eseguite le prime analisi dell’acqua che ne attestarono gli effetti benefici, nel 1927 arrivò l’autorizzazione del Ministero alla commercializzazione dell’acqua, in seguito, anno dopo anno, l’area privata delle Fonti, per volontà della famiglia Massenzi, è rimasta sempre aperta ai cittadini che ci tornavano con piacere sentendola come un luogo di appartenenza cittadina. Poi, purtroppo, dal 2008, l’abbandono e il triste oblio. Un patrimonio di inestimabile valore caduto nell’indifferenza, con il rischio di rimanere soltanto un ricordo del passato. Per fortuna non è andata così e a raccontarci di questo cambiamento è stato proprio il presidente della Fonti di Sassovivo spa Leonardo Tacchi che, insieme ad altri volenterosi e visionari come lui, ha saputo guardare oltre il presente e impegnarsi per una rinascita del luogo alla luce delle nuove esigenze e consapevolezze della contemporaneità. “Ho iniziato a focalizzare nella mia mente l’idea di restituire l’acqua di Sassovivo ai folignati e, con l’acqua, anche l’intero spazio naturalistico che circonda le fonti – ci ha raccontato Tacchi -; ho creduto fin da subito nella finalità sociale del progetto affinché ci fosse un’attenzione particolare verso le fasce più deboli come i bambini, i disabili e gli anziani, ma anche perché le nuove generazioni possano recuperare la memoria storica e trarne un insegnamento per la vita, un’occasione di crescita personale e un’opportunità di lavoro. Per fare tutto questo avevo bisogno di ‘comuni cittadini’ come me, persone che fossero disposte a mettersi in gioco e a impegnarsi nel sociale, ognuno con le proprie capacità, convinti di voler recuperare un bene straordinario e riportarlo in vita come luogo di condivisione, crescita e sviluppo della città di Foligno e del territorio circostante”. Così è andata: i suoi amici, a poco a poco, si sono ‘innamorati’ sia del posto, sia del progetto di rinascita di quest’area che si estende per circa 200 ettari e fa parte di un Sic (sito di interesse comunitario), una sorta di parco protetto caratterizzato da una variegata e particolare ‘flora e fauna’. “All’inizio è stato difficile – ha spiegato Tacchi -: c’erano tante questioni da chiarire, tante persone da contattare, tanti sopralluoghi da fare, tante situazioni da sbrogliare ma anche tanto lavoro pratico e fatica fisica per ripulire e risistemare almeno l’essenziale per poter partire con i primi progetti”. Ma l’impegno ha dato i suoi frutti: nel 2015 è stato completato l’allestimento del parco che accoglie dei giochi per bambini di cui uno (un’altalena) idoneo per i disabili; nel 2016 è arrivata l’autorizzazione della Regione alla vendita dell’acqua al minuto e sono stati predisposti gli erogatori dell’acqua in sito (attualmente sono attive circa 1 migliaio di card per prelevare l’acqua ai distributori automatici); nel 2017 è stato aperto il punto ristoro e sono state completate le opere nello stabilimento; nel marzo di quest’anno è iniziato il processo di imbottigliamento dell’acqua in tre diverse tipologie di bottiglie (una di queste è la ‘bordolese’ con il tappo da stappare come accade per il vino). In questi anni è stato rimappato con il GPS l’intero patrimonio boschivo che comprende 22 sentieri da percorrere a piedi, in bici o a cavallo: attualmente sono accessibili solo due sentieri (quello verso l’Abbazia e quello ‘dei tre cancelli’ che sale verso il monte Aguzzo), mentre gli altri saranno resi praticabili entro la fine dell’anno. Tanti altri i progetti in cantiere: un’aula didattica multimediale per studiare il ciclo dell’acqua e l’area naturalistica; un laboratorio di biotecnologie finalizzato alla realizzazione di biomateriali; la risistemazione di ‘casa Massenzi’ per trasformarla in un centro benessere; la ristrutturazione di ‘casale Massenzi’ a 950 metri di quota per convertirlo in un rifugio di montagna; la realizzazione di particolari unità abitative ‘su alberi e non’ per vacanze all’interno del bosco. “Abbiamo realizzato un sogno. Siamo riusciti a riconsegnare l’acqua ai folignati che ormai dal 2016 la prelevano ai distributori e da quest’anno possono anche acquistarla imbottigliata. Ma, da qui a breve, venire a prendere l’acqua buona di Sassovivo e godere del fresco di questo ambiente sarà solo una delle tante attività che si potranno fare – ha concluso Tacchi -: i progetti che stiamo portando avanti andranno a coinvolgere tutte le fasce di età e tante diverse esigenze. Sassovivo non sarà soltanto un luogo di attrazione per i folignati ma anche un richiamo per turisti, sportivi e amanti della natura e del benessere. Ci auguriamo che questo grande progetto che stiamo portando avanti possa rivestire un ruolo importante sia per le singole persone, sia per l’economia del territorio”.

MAURA DONATI

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