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L’ex sindaco Salari replica a Giorgio Raggi: “Non fui proprio io a dire di no al terzo mandato di Rita Lorenzetti”

Ho letto, con vero stupore e, perché no, anche con una buona dose di amarezza, le affermazioni dell’amico Giorgio Raggi contenute nella lunga intervista pubblicata nella edizione del 15 luglio scorso.

In sintesi, a detta di Giorgio Raggi, io sarei il responsabile della rottura di una visione “unitaria della cultura progressista” che aveva consentito a Foligno di vivere “dagli ultimi anni del secolo scorso ai primi dieci anni del 2000 un periodo fra i migliori della nostra storia”. Io, responsabile, in quanto mi sarei “espresso pubblicamente, allora, contro il terzo mandato di Rita” e così avrei “promosso l’interesse della (mia) corrente e del (mio) gruppo invece che quello della (mia) città”.

Mi dispiace dirlo, ma l’amico Giorgio Raggi non ricorda minimamente ciò che è avvenuto in quegli anni e, comunque, è evidente che, almeno per quanto riguarda specificatamente i “pronunciamenti” da parte del sottoscrittoall’epoca dell’ipotizzato “terzo mandato di Rita” (si era nel 2010)non è stato correttamente informato.

Andiamo con ordine:

1) Sono stato eletto sindaco nel 1995 essendo riuscito a tener insieme una coalizione estremamente ampia, composta da aderenti ai cristiano-sociali, ex dc vicini al nascente, nuovo Partito Popolare e fino a Rifondazione Comunista.

2) Non certo per miei meriti e capacità, la coalizione, comunque, ha ben meritato dando dimostrazione di una, mi si passi l’iperbole, “eccezionale” spinta unitaria e progressista, peraltro cementata dalle problematiche che si dovettero affrontare nel post-terremoto.

3) Che “la spinta unitaria e progressista” avesse permeato la città con un coinvolgimento di tutte le rappresentanze sociali pressoché generale è circostanza che ricevette conferma dell’esito delle elezioni amministrative del 1999, con un risultato certamente significativo, tenuto conto, in particolare, dello spessore della contesa elettorale, dovuto all’indubbio valore del candidato del centro destra.

4) Dal 2004 in avanti, terminato cioè il mandato di Sindaco di Foligno, sono tornato a svolgere la mia attività professionale senza che mi venisse assegnato alcun ruolo significativo nella vita pubblica né in sede regionale, né, men che meno, in sede nazionale salvo l’onore che mi è stato fatto di candidarmi nelle liste della Margherita nelle elezioni politiche del 2006, riservandomi, però, l’ultimo posto di lista.

5) Nel frattempo, a Foligno, era stato eletto nel 2004 un nuovo Sindaco (Marini), scelto unitariamente dall’allora coalizione di centro sinistra mentre nel 2009, sempre unitariamente, sarebbe stata indicata la candidatura di Mismetti.

Da parte mia, per quel che poteva ancora contare la mia opinione, ho condiviso sia l’una sia l’altra candidatura proprio perché finalizzata a mantenere quell’atmosfera di unità di intenti che ho sempre ritenuto determinante per la positività di qualsiasi attività amministrativa e politica.

6) Come ho già ricordato, nel 2010 io era già da tempo estraneo agli effettivi centri decisionali, cosicché il peso politico del mio – peraltro inesistente, “pronunciamento” – sarebbe stato del tutto ininfluente.

L’amico Giorgio Raggi non ricorda bene i fatti: il terzo mandato di Rita incontrò, infatti, un ostacolo insormontabile nello Statuto del Partito. Necessitava una decisione assembleare che nessuno sollecitò.

Senza quella decisione, in “deroga” allo Statuto, la candidatura non era “possibile”, come afferma, sbagliando, Giorgio Raggi, bensì irrimediabilmente “impossibile”.

A me – che ero tornato, ripeto, alla mia attività professionale – non fu “chiesto alcun pronunciamento” (altri, ben più condizionanti le decisioni dell’Assemblea regionale, ebbero a pronunciarsi!), ma semplicemente di esprimere e redigere un parere tecnico sulla legittimità statuaria di un’ipotesi di terzo mandato. E ciò ho fatto. Giorgio Raggi conosce bene – uno per uno – chi non ha effettivamente consentito a Rita Lorenzetti di candidarsi per il terzo mandato; e tra questi non vi è, certo, il mio nome, avendo, peraltro, nella mia attività istituzionale, intrattenuto con Rita Lorenzetti un costante rapporto di collaborazione – e, ritengo, anche di stima ed amicizia – finalizzato a dare risposte positive a tutti coloro che in quei difficili anni ne avevano necessità e, per quanto ha riguardato specificatamente la mia attività, volta a tutelare esclusivamente le aspettative e i legittimi interessi della mia città.

MAURIZIO SALARI

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