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Da sempre a braccia aperte per aiutare chi soffre

Intervista a Mauro Masciotti, direttore della Caritas Diocesana di Foligno sull’arrivo dei 5 eritrei della Diciotti. “Qui l’accoglienza è ordinaria amministrazione” afferma, ricordando che in 8 anni sono stati oltre 500 i migranti accolti. Aiutati anche moltissimi italiani ogni giorno.

L’imminente arrivo di cinque migranti adulti di origini eritree alla Caritas Diocesana di Foligno – sbarcati dalla nave Diciotti nella notte fra il 25 e 26 agosto scorsi – non è una notizia. Non secondo il direttore della Caritas Diocesana di Foligno Mauro Masciotti che li accoglierà come ha già accolto e accoglie da ormai otto anni uomini e donne che fuggono da guerra e fame.
Sono circa settanta ogni anno i migranti accolti dalla Caritas diocesana di Foligno che si attivò in tal senso dal lontano 2011 in piena ‘emergenza Nord Africa’, quando trentamila profughi in fuga da morte, violenza e fame si riversarono sull’isola di Lampedusa, costringendo la Presidenza del Consiglio dei Ministri alla dichiarazione dello “Stato di Emergenza”. Dunque 500 uomini e donne accolti in otto anni.
Da allora – come ricorda Masciotti – la Caritas di Foligno c’è e fa la propria parte, con grandissimo impegno.
Nel 2018 sono già dodici i migranti accolti, provenienti da canali umanitari; a questi si sommeranno i cinque eritrei in arrivo il prossimo 7 settembre. Per loro – come per tutti gli altri – è pronto un rifugio sicuro, alloggi adeguati ed un percorso di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro, insieme all’opportunità concreta di una vita migliore. Tanti degli uomini e delle donne giunti a Foligno sono ripartiti, molti sono rimasti e collaborano con Caritas, fungendo principalmente da mediatori culturali.
Un lavoro imponente, che sfocia in storie bellissime di integrazione e rinascita: sono una decina i ragazzi che accolti da Caritas Foligno oggi hanno intrapreso la carriera sportiva in squadre calcistiche del territorio, con notevoli risultati. Tra le tante storie che Mauro Masciotti racconta con entusiasmo (mostrandomi sul telefonino il messaggio di uno dei suoi ragazzi che in giro per l’Europa non lo dimentica e lo saluta) c’è quella di un talentuoso studente siriano che grazie all’Arca del Mediterraneo, braccio operativo della Caritas di Foligno e della Caritas Italiana verrà dalla Grecia, dove ha trovato rifugio, per studiare all’Università Normale di Pisa.
E ancora: arriveranno presto a Foligno da Betlemme altri due giovani a scuola di oreficeria. Un mestiere che acquisiranno e poi, ripartendo, porteranno nella loro città, grazie al programma ‘gemellaggi solidali’ di Caritas e CEI, che ha consentito la costruzione a Betlemme di un laboratorio orafo.
L’obiettivo è sempre il medesimo: contribuire a dare dignità alla vita umana, aiutando chi è in difficoltà e – spiega Masciotti – mettendo tutti nelle condizioni di poter camminare con le proprie gambe, magari nella speranza di costruire insieme a loro le basi per un futuro nei rispettivi paesi d’origine.
Insegnare un mestiere ai migranti ma anche ai ragazzi di Foligno e dintorni: proprio a questo scopo rinascerà la scuola professionale Casa del Ragazzo, nella consapevolezza che molti giovani e molte famiglie di Foligno affrontano oggi situazioni di povertà spesso segrete eppure diffusissime. Classifiche fra poveri non dovrebbero mai essere fatte, eppure salta agli occhi un dato su tutti: a fruire del servizio mensa di Caritas sono quasi esclusivamente cittadini italiani. Non è tutto: il 67% degli utenti dell’Emporio solidale è italiano. A tutti i bisognosi Caritas Foligno rivolge ogni giorno un’attenzione costante, che passa attraverso il servizio di ascolto, l’aiuto materiale per pasti e bollette e la ricerca di opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. Mettendo quotidianamente e senza riserve la Carità al centro della testimonianza cristiana.

FEDERICA MENGHINELLA

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