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Un profilo da sindaco

La corsa per le candidature alle prossime elezioni amministrative è ormai partita. In teoria sarebbe opportuno che si parlasse di programmi prima che di nomi. Ma forse può essere sufficiente abbozzare un profilo ideale di sindaco, valido per ogni schieramento. Limitiamoci perciò ad indicare le tre qualità che un buon sindaco dovrebbe avere: visione, competenza gestionale, energia. Avere una visione significa saper indicare obiettivi di sviluppo alla città, tenendo conto dei suoi punti di forza e di debolezza. A Foligno, ad esempio, costituiscono punti di forza le industrie di meccanica fine, la filiera agro-alimentare (dalle cantine e dai molini alla ristorazione), alcune dotazioni terziarie, la parte che resiste dell’antica centralità logistica regionale, un discreto sistema di protezione socio-sanitaria, un ampio ventaglio di associazioni ed eventi culturali. Non mancano però i punti di debolezza: le imprese edili che non hanno saputo capitalizzare le opportunità offerte del post-terremoto ed hanno gravato sul mercato del credito, i piccoli negozi schiacciati dalla concorrenza dei supermercati e dalle vendite online, il mancato collegamento con treni ad alta velocità (il Freccia Rossa poteva benissimo partire e arrivare a Foligno), una debole cura per le bellezze del centro urbano appena risistemato e per le funzioni vocazionali dei centri periferici. E, soprattutto, c’è un deficit nel fare sistema. Basti pensare all’insufficiente raccordo delle scuole superiori con il mondo delle imprese e con le principali iniziative culturali. Una volta Foligno era nota per i suoi commerci, le sue industrie, il suo snodo viario-ferroviario e i suoi istituti tecnici che formavano personale specializzato per le aziende non solo locali. Oggi è ancora così? Per fare il sindaco occorre poi una grande capacità amministrativa. Si preparano anni durissimi, con tagli nei trasferimenti finanziari dal governo centrale e una popolazione sempre più arrabbiata per l’aumento delle tariffe e la riduzione dei servizi. È pensabile che possano candidarsi persone rispettabili (uomini o donne), ma del tutto digiune di fronte ai compiti della cattura di risorse esterne, della costruzione di un bilancio difficile, della gestione di una macchina burocratica affaticata di suo? La terza qualità richiesta ai candidati sindaci dovrebbe infine consistere nel possesso di una notevole dose di energia personale. I robusti compiti cui si accennava sopra non consentono più di riproporre i vecchi – ma spesso anche giovani – professionisti della politica abituati a vivacchiare sulla rendita istituzionale (la poltrona per la poltrona). Più che una poltrona, qui la carica è un letto di spine. E allora c’è bisogno di persone generose di tempo ed energie, verosimilmente più giovani che anziane, che sappiano essere i job-trainer consapevoli di cui Foligno necessita.

ROBERTO SEGATORI

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  1. 18 ottobre 2018

    CI VORREBBE UN SINDACO,CHE QUANDO SARA” ELETTO NON DICA CHE LA COLPA DELLA SITUAZIONE E’ DI QUELLI PRIMA. “CLASSICA FRASE DEI POLITICANTI E NON DEI POLITICI.

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