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Il riscatto della montagna. Le origini e le tradizioni al passo con i tempi fanno business

In un pomeriggio soleggiato mi trovo a Colfiorito. Ho appena intervistato Luca Mattioni vice Presidente della Fertitecnica Colfiorito srl e il direttore generale Alessio Miliani. Luca mi ha fatto dono di ottimi prodotti che si intonano in una cornice, quella delle montagne, dove è cresciuta la maggioranza dei nonni folignati, fatta di tradizioni, di colori, di stagioni segnate dal ritmo della natura e delle colture. Per questo Ivano Mattioni, presidente dell’azienda, e il figlio hanno scelto di lasciare la sede della loro impresa a Colfiorito: valorizzare il territorio è stato sempre il loro primo obiettivo.

La mia curiosità verso la vostra azienda nasce dal premio che avete ricevuto dalla London Stock Exchange Group, la holding che comprende la Borsa di Londra, la Borsa Italiana e altre società di servizi finanziari “1000 aziende che Ispirano l’Europa” e che molti nel territorio non conoscono.

La London Stock Exchange Group ha creato una selezione con le 1000 aziende che ispirano l’Europa, quelle che crescono di più e che assumono oggi in Europa, quindi quelle più dinamiche e performanti negli ultimi tre anni rispetto alla crescita media del paese. Abbiamo ricevuto con una cerimonia al Parlamento Europeo a Bruxelles una menzione speciale, meritando una pagina appositamente dedicata nel report pubblicato ogni anno.

Di cosa si occupa oggi la Fertitecnica Colfiorito?

Siamo leader del mercato italiano dei legumi secchi, cereali e semi. Produciamo le linee Base (legumi secchi, semi e cereali), Viver Bene (piatti pronti o a cottura rapida) e Snack e #Mordi la Natura (mix semi per insalate, per colazioni, per aperitivi). Facciamo il 70% a nostro marchio ed abbiamo occupati, nei vari settori, mediamente 100 dipendenti in un anno. Abbiamo la sede centrale e uno stabilimento di produzione a Colfiorito, uno a Macerata che si occupa di semi e gluten free ed uno a Serravalle, dedicato allo stoccaggio e alla ricezione delle materie prime. Le materie prime vengono acquistate dall’Italia (circa il 50%dei legumi e il 60% dei cereali) e il rimanente lo importiamo dall’Europa e dal resto del mondo. Sia in Italia che in tutto il mondo i nostri agronomi controllano i terreni e tutta la filiera viene seguita per garantire la qualità in ogni fase di produzione. Per assicurare la fiducia del brand Colfiorito facciamo oltre centomila controlli annui. Inoltre chiediamo ai nostri agricoltori di non usare trattamenti chimici post raccolta. Con l’Università di Milano, abbiamo realizzato un impianto che disinfesta i prodotti con l’utilizzo della sola anidride carbonica ad alta pressione. È il primo in Europa usato sui legumi.

E a Colfiorito cosa producete?

2000 ettari sono di nostra proprietà nel Comune di Foligno di cui 400 coltivati direttamente da noi. La produzione che deriva da questi terreni è una piccolissima percentuale ed è una nicchia, tant’è che abbiamo creato una linea “Selezione Oro”, regolamentata per identificare il nostro prodotto simbolo, la lenticchia di Colfiorito.

Come interagite nel mercato? Vi occupate di formazione?

Abbiamo finanziato un dottorato di ricerca all’Università di Camerino che lavora sulla nutrizione e collaboriamo con la facoltà di Economia Aziendale di Perugia per quanto riguarda il marketing. Inoltre abbiamo firmato un accordo con la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) nel 2017, in base al quale acquistiamo dei prodotti del Sud del mondo dando così l’accesso al business a piccole cooperative di produttori. Non solo: forniamo formazione, scambiamo conoscenze e compriamo la loro materia prima, confezionandola in un prodotto ad hoc. Poi restituiamo una parte del fatturato alla FAO per realizzare progetti nei paesi in via di sviluppo.

Come nasce l’azienda e come siete arrivati alle dimensioni attuali?

L’azienda nasce nel 1984, quando mio padre inizia con i prodotti caseari per poi passare ai legumi di Colfiorito, forte dell’esperienza di coltivatore e selezionatore. Il primo business era quello con gli ipermercati “Standa” a Roma. In pochi anni siamo diventati leader nel mercato della GDO (grande distribuzione organizzata). Dopo il diploma anch’io sono entrato in azienda, oggi mio padre è il Presidente ed io il Vicepresidente. Abbiamo 22 linee nella nostra srl.

Come vi occupate di ambiente e sostenibilità?

Noi viviamo di prodotti che vengono dalla natura, che è il nostro capitale più importante. Quindi rispettare le risorse che la natura ci offre è una peculiarità del nostro lavoro. La CO2 che usiamo per gli impianti di depurazione la prendiamo da stabilimenti naturali del Grossetano, lavoriamo sul recupero dell’acqua e non scartiamo niente dalle nostre produzioni. Abbiamo un progetto di economia circolare con Confindustria per capire come riciclare il materiale di scarto nelle aziende del territorio. Abbiamo anche installato degli impianti ad energia solare che ci permettono di risparmiare oltre 340 tonnellate di CO2.

Avete scelto di rimanere a Colfiorito e di valorizzare questo territorio. Quanto lo sentite vostro?

Siamo nati a Colfiorito e abbiamo fatto scelte per il bene del nostro paese. Siamo orgogliosi di creare valore in ogni passaggio della filiera, ripartendo la ricchezza con il territorio. I nostri dipendenti sono tutti del posto e salvaguardiamo l’occupazione e la vita della montagna a cui siamo profondamente legati.

Quanto il sacrificio ha permesso questo successo e la qualità dei vostri prodotti?

Passione ed ambizione ci hanno sempre contraddistinto. Inoltre il punto di forza è stata la relazione sana con mio padre; collaboriamo in tutto e il sacrificio non ci pesa, perché grandi sono le soddisfazioni che ci spingono ad alzare sempre di più le aspettative.

Come avete impostato le vostre politiche di marketing?

Il vero marketing l’ha fatto la qualità del prodotto e l’Innovazione che abbiamo dato alle nostre linee, rispondendo sempre più alle esigenze dei consumatori ed anticipando un po’ il trend dei consumi. Abbiamo fatto investimenti in ricerca e sviluppo e formato le risorse umane. Poi la grande distribuzione ci ha fatto conoscere e i nostri prodotti sono entrati nelle case italiane ma anche negli uffici durante le pause pranzo.

In effetti i prodotti li abbiamo graditi compresi i fiocchi di lenticchie, veramente gradevoli come aperitivo, ma anche nell’insalata o a colazione nello yogurt!

PAOLA POMPEI

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