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Sparire nel nulla, in Umbria 205 scomparsi

In Umbria sono 205 le persone scomparse e 8 i cadaveri senza nome. La presidente di Penelope Onlus Umbria Adelaide Di Basilio racconta alla Gazzetta di Foligno il dramma delle famiglie alla ricerca dei propri cari spariti nel nulla. In Italia sono 55.949.

Litiga con la madre e scompare per venti giorni: ritrovata a Foligno”; “Foligno: in corso le ricerche di un anziano scomparso”: sono solo due dei titoli che i media locali hanno dedicato ai numerosi casi di persone – per lo più anziani o giovanissimi – che fanno perdere improvvisamente le loro tracce. Quando a ‘scomparire’ sono i minori tutto si risolve frequentemente con il sollievo del loro ritorno a casa. In molti casi invece gli scomparsi vengono ritrovati senza vita o, addirittura, restano dimenticati in un limbo senza fine. In Umbria le persone scomparse sono duecentocinque; otto i corpi senza vita e senza identità, quattro dei quali rinvenuti in laghi e fiumi: numeri inquietanti rilasciati alla Gazzetta di Foligno dalla dottoressa Adelaide Di Basilio, presidente regionale dell’associazione Penelope Onlus. L’associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse è stata costituita nel dicembre 2002; in Umbria esiste dal 2008 ed è composta da familiari e amici di persone scomparse. Scopo del sodalizio: tutelare le famiglie che si sono trovate sole ad affrontare il dramma della scomparsa di un familiare senza avere alcun aiuto nella ricerca dello scomparso né supporto psicologico e legale o risposte da parte delle Istituzioni. I numeri parlano chiaro: in Italia dal 1974 ad oggi sono 55.949 le persone scomparse, tante quanti sono gli abitanti di Foligno, come se la popolazione di una città intera fosse sparita improvvisamente – talvolta per sempre – dai radar di famiglie e Forze dell’Ordine. Ben 1.726 i cadaveri non identificati, molti dei quali di stranieri sbarcati in Italia, morti e per sempre condannati a rimanere senza nome, lontani dalle loro terre d’origine. In Italia – spiega la dottoressa Di Basilio – scompaiono soprattutto i minori, in prevalenza stranieri; i giovanissimi umbri vengono solitamente ritrovati dopo 24-48 ore; a tale scopo l’associazione Penelope promuove incontri nelle scuole per consigliare i ragazzi, scoraggiandoli circa questi allontanamenti. Fughe che spesso nascono quando fra i genitori sono in atto separazioni o relazioni conflittuali”. Rilevante anche il caso di persone coinvolte in incidenti stradali che lasciano il luogo dell’impatto in stato confusionale o scomparsi che si allontanano da casa per gli effetti di una demenza senile o di un disagio psichiatrico. Spesso a scomparire sono le donne: da qui la collaborazione di Penelope con un’altra associazione regionale, Margot, che si occupa dal 2013 di violenza di genere. “Le maltrattate – spiega Di Basilio – possono purtroppo diventare scomparse o, peggio, non identificate. Da qui la nostra battaglia per importanti modifiche legislative: oggi esiste l’obbligo di ricevere immediatamente la denuncia di sparizione (cosa che prima non accadeva, rimandando di ore preziose la ricezione della denuncia); una denuncia che può finalmente essere fatta anche da parte di un estraneo che abbia dei sospetti e non necessariamente da un familiare”. È importantissimo, nel caso in cui un amico, un vicino o un familiare scompaia improvvisamente, procedere subito alla denuncia della sua scomparsa, attivando le ricerche: “Non tutti i familiari si rivolgono a noi, perché in quei momenti terribili non ci pensano o perché sono restii a chiedere aiuto – conclude la dottoressa Adelaide Di Basilio – eppure possiamo aiutarli nel seguire e stimolare le ricerche, fornendo riferimenti normativi, sostegno psicologico e patrocinio legale: il tutto in maniera assolutamente gratuita”.

FEDERICA MENGHINELLA

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