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Una famiglia salvata due volte

Storia di un “doppio salvataggio” ad opera dei volontari del Centro per La Vita di Foligno: 24 anni fa fu aiutato a nascere un bambino oggi padre di un bellissimo neonato. Anche questo destinatario di un programma di sostegno della medesima associazione.

Non me la sento, questo bambino non ho intenzione di tenerlo, voglio buttarlo via”: quando Giulia si presenta al Centro di Aiuto alla Vita di Foligno usa queste parole parlando un anno fa con la signora Anna Rita Pazzani, conosciuta da tutti come Lella. La ragazza ha appena 27 anni ma sembra avere le idee molto chiare: in mano tiene il foglio per dare avvio alle procedure di aborto. È senza la sua famiglia di origine, senza lavoro e con una situazione economica difficile. A casa la aspetta una bimba di tre anni già nata con il sostegno del Centro ed un marito, anche lui molto giovane, che vive di lavori saltuari. Un’altra gravidanza sembra un peso insostenibile. Ma un figlio “non è mica una caramella che si può buttare via!”, le dice Lella istintivamente, offrendo il sostegno psicologico e materiale attraverso l’associazione. Giulia lo sente già: la sua richiesta disperata di aiuto sottintende un’apertura alla vita. Quella che darà a suo figlio Filippo, un magnifico bambino che oggi ha 4 mesi. Questa storia potrebbe essere simile a quella di tanti altri bambini aiutati a nascere dal Centro per la Vita folignate: circa 80 in 30 anni. Invece può essere definita un ‘doppio salvataggio’: 24 anni fa infatti la signora Lella accolse una mamma disperata, che le chiedeva aiuto: in grembo portava un bimbo che oggi è papà del piccolo Filippo!

Padre e figlio aiutati a nascere dalla stessa associazione: quando la giovane mamma Giulia comunica al marito la decisione di non tenere il secondo bambino si sente dire che è una follia. “Ma io – spiega – vedevo tutto nero, depressa dai problemi che ci attanagliavano”. Qualcosa però le dice di andare avanti con fiducia. Decisiva la prima ecografia con il medico Angelo Filardo, una delle colonne portanti del Centro, fondatore del movimento cittadino pro life. “Il dottore mi ha fatto sentire il cuoricino di Filippo, mi ha mostrato mio figlio e sono scoppiata a piangere: così ho deciso di farlo vivere”, dice. Oggi Giulia sorride; mentre parliamo in redazione dà il biberon a Filippo che la guarda con grandi occhi pieni di amore e stupore. Alle ragazze che – come lei – stanno passando una situazione simile vuole lanciare un messaggio: quello di affrontare con coraggio le avversità senza abbattersi. “Un figlio – dice – è sempre un dono, anche se inaspettato”. Con lei Lella, vulcanica e combattiva, definisce la sua militanza trentennale al fianco delle mamme (prima col centro Amore e Vita e poi con il Centro di Aiuto alla Vita) “una vocazione”. “Non vedo soltanto le mamme – racconta -, vedo i volti dei bambini che portano in grembo: per loro conduco da anni questa battaglia insieme al dottor Filardo e a tanti donatori che silenziosamente ci sostengono e ci aiutano nel difficile compito di aiuto alle famiglie in difficoltà”. Aggiunge: “La cosa che più mi fa arrabbiare è l’assenza dello Stato che nella legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza enuncia fra l’altro (all’articolo 2) come i consultori familiari debbano contribuire “a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza. Dov’è dunque – incalza Lella – questo impegno? Dove sono i fondi per sostenere le donne e le famiglie indigenti? Perché non si segue l’esempio di città come Verona e Alessandria?”. A volte accade che alle ragazze che scelgono di tenere i propri bambini possa essere applicato il Progetto Gemma: un programma di sostegno economico mensile di 160 euro al mese per 18 mesi grazie all’adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà. Quando questa possibilità non esiste il Centro supplisce, provvedendo alle spese mediche e prenatali e ai primi bisogni del bambino: fra le necessità pannolini e latte in polvere costituiscono un notevole esborso che talvolta, come nel caso di Filippo, aumenta esponenzialmente per un latte anti reflusso che costa 30 euro e ne occorre una scatola ogni 5 giorni.

Grazie alle benefattrici dell’Inner Wheel e ad altri donatori locali che voglio ringraziare pubblicamente troviamo sempre il modo di andare avanti”, conclude Lella, che parla della grandezza della Provvidenza. Provvidenza e Amore: quello che si legge sui grandi occhioni di Filippo mentre osserva attentamente la mamma che racconta la loro storia a lieto fine.

CENTRO DI AIUTO ALLA VITA FOLIGNO

Piazza San Giacomo, 11

06034 Foligno

Tel. 3338788100

C.F. 91003490546

Registro Regionale Volontariato N. 293/1996

IBAN IT 47G0631521700000000049824

FEDERICA MENGHINELLA

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