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Rispetto felino

Sulla sua pagina Facebook di “Segnalazioni Foligno” compare un sondaggio dal titolo: “Quando sfasciate l’albero di Natale?”. C’è chi risponde: “già sfasciato dopo l’Epifania”, chi ha scritto: “tassativamente non prima di San Feliciano”, chi addirittura: “la domenica dopo San Feliciano”, sentendosi rispondere da Teresa: “Praticamente a Pasqua!”. Questi alberi sintetici e profani sono duri a morire. La risposta più simpatica – con tanto di foto allegata- è quella di Simonetta, che scrive: “Ci pensa lui” mostrando l’ammennicolo rovesciato in terra con le palle frantumate (si dice così?) e il gatto soddisfatto che s’aggira per i paraggi. Anche i miei micetti hanno trascorso il Natale contendendosi il posto del puntale. Il rispetto felino è stato riservato al presepe sul quale Gatto Uno e Gatto Due – li ho chiamati così, in modo del tutto impersonale – non hanno posato zampetta, perché il Bambino nascesse in tranquillità. Questa scelta l’ho percepita non come disinteresse verso la Natività, ma come un mezzo miracolo, un avvertimento all’umanità perché adori la Santa Capanna e non quel groviglio di palle colorate e lucette a intermittenza che mi ricordano le notti trascorse in discoteca. Poi apprendo dal giornale che sabato 8 dicembre anche l’albero pagano è stato sdoganato ad Assisi dove il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti e il Custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti, hanno acceso e benedetto un albero davanti alla basilica di S. Francesco. Dovrò spiegarlo ai gatti che nemmeno sugli alberi di Natale ci si arrampica più.

GIOVANNI PICUTI

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