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Ex Zuccherificio, l’analisi dell’accordo punto per punto

Giovedì 7 febbraio il Consiglio Comunale è chiamato ad esprimersi sull’accordo fra Comune e Coop Centro Italia circa l’annosa questione dell’Ex Zuccherificio. Un accordo conclusivo o un rinvio a dopo le elezioni?

 

Davvero basterà una stretta di mano e un accordo fra Comune di Foligno e Coop Centro Italia per risolvere l’ultradecennale caso dell’ex Zuccherificio che coinvolge anche una terza parte, la proprietà Magazzini Gabrielli (Supermercato Tigre), non presente tra i firmatari? Davvero questo accordo spazzerà via dieci procedimenti pendenti e una sentenza di risarcimento di oltre 11 milioni di euro già ottenuta da Coop? In che modo e con quali implicazioni per la città? Come si risolverà la questione del rischio idrogeologico nelle aree ex Campus e via Fiamenga? Da ultimo – ma non ultima domanda – è un accordo le cui disposizioni sono realmente attuabili?

 

L’ACCORDO SOSPENDE IL PRONUNCIAMENTO DEL CONSIGLIO DI STATO

Per rispondere ai tanti interrogativi che si accavallano in vista del prossimo consiglio comunale di giovedì 7 febbraio, chiamato ad approvare l’accordo, è utile analizzare la bozza di documento sottoposta giovedì scorso alla II commissione consiliare del Comune di Foligno e passata con 7 voti favorevoli su 9: i 7 “sì” della maggioranza, un’astensione targata Cinquestelle e un voto contrario, quello di Stefania Filipponi (Impegno Civile).

Il documento, quattordici pagine consistenti in una premessa e in un accordo suddiviso in 11 articoli, si apre ricordando come la IV sezione del Consiglio di Stato abbia rinviato al 14 marzo prossimo la sua decisione sulla lite fra Comune e Coop Centro Italia.

Facile comprendere come un eventuale pronunciamento in favore di Coop Centro Italia e la conferma del pagamento di oltre 11 milioni di euro da parte del Comune (come stabilito dal TAR nella sentenza 745/2016) possa avere conseguenze devastanti non solo per le casse comunali ma anche per l’intera classe politica, lasciando al contempo alle ortiche l’area che sarebbe dovuta rinascere come Campus. Un prezzo, quello del degrado e dell’abbandono di questa zona nevralgica della città, che in realtà Foligno paga da decenni.

 

L’ALTERNATIVA AL VECCHIO ‘CAMPUS’

Da qui per l’attuale Amministrazione l’urgenza di una soluzione “alternativa” che però, nei fatti appare di difficile applicazione. Nell’accordo infatti si ipotizzano una serie di azioni ‘a cronometro’. Eccole:

  • entro 45 giorni dall’approvazione in Consiglio Comunale dell’accordo, Coop si impegna a presentare al Comune (che si impegna a farla propria) una proposta di attuazione di un sub-comparto per l’area di proprietà di Coop “al fine di completare la dotazione di infrastrutture e servizi”. Tutto ciò mantenendo il Piano già impostato e le destinazioni già previste, ma detraendo le quantità urbanistiche riconducibili all’area dei magazzini Gabrielli (Tigre) e mantenendo la struttura commerciale ‘Tigre’.
  • Entro 9 mesi dalla data di approvazione dell’accordo l’Amministrazione comunale dovrebbe provvedere all’ok definitivo del Consiglio Comunale per la suddetta proposta di attuazione di un sub-comparto e, subito dopo, alla sottoscrizione della convenzione urbanistica integrativa dello stesso.
  • Entro 15 mesi dall’accordo è attesa l’adozione da parte del Comune di Foligno di una Variante Urbanistica che preveda la soppressione del trasferimento dei magazzini Gabrielli nell’area ex Zuccherificio e dunque la revoca del decreto di esproprio; la riclassificazione urbanistica dell’area suddetta da ‘Il Campus’ ad area destinata ad attività commerciale autonoma e la delocalizzazione al di fuori del sub comparto di Coop di una superficie di 000 metri quadri.
  • L’approvazione della variante suddetta da parte del Consiglio Comunale è attesa entro 24 mesi dall’accordo.
  • Coop rinunciando a 3.300 metri di superficie utile coperta rispetto alla potenzialità massima prevista proporrà una variante che prevede l’unificazione di terreni e fabbricati nell’ambito ‘I Cipressi’ in via Fiamenga: un’area attualmente classificata come produttiva/turistica e verde di quartiere per la quale si dovrà procedere alla modifica delle destinazioni d’uso affrontando i problemi connessi anche in quell’area alle fasce di pericolosità idraulica. Il tutto entro 36 mesi dall’accordo.

 

UN ACCORDO-RINVIO?

In conclusione: l’accordo rischia di dimostrarsi un tour de force di ardua applicazione. In tal caso le conseguenze sono chiare: all’articolo 9 si specifica che se i tempi non fossero rispettati “le parti potranno considerare risolto il presente accordo, conservando il diritto di mantenere attivi i giudizi in corso” elencati nell’articolo 7 (dove Coop e Comune si impegnano a presentare al Consiglio di Stato un’istanza congiunta di improcedibilità che congela i procedimenti in corso). E tutto tornerà come prima. Un accordo più simile ad una tregua che ad una soluzione, complice forse l’imminente appuntamento elettorale? Se infatti il cronoprogramma non venisse rispettato e la variante al PRG non andasse a buon fine, le conseguenze si potrebbero abbattere sulla nuova Amministrazione, che dovrà dare conto ai folignati di un risarcimento milionario.

FEDERICA MENGHINELLA

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