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Verso il voto regionale. Foligno alzi la testa

In queste imminenti elezioni regionali fissate per il 27 ottobre, si gioca anche il prestigio di Foligno. Della nostra città. Città che ha avuto un ruolo determinante per la costruzione dell’autonomia regionale fin dal 1970. Quando sorsero le Regioni. Certo, stiamo parlando forse dell’era Quaternaria, ma non possiamo dimenticare che Foligno (insieme a Spoleto) ha dato un grande impulso politico alla fase di realizzazione dei nuovi governi locali. Se non altro per la lungimiranza dei politici di allora che avevano visto nelle Regioni, così come erano state delineate nella Carta Costituzionale, un momento di sintesi e di pluralismo della democrazia partecipativa. Certamente erano altri tempi, altri politici, altre menti, altre tensioni e soprattutto altre prospettive e obiettivi che poi, nel corso degli anni, hanno fatto crescere la nostra Umbria, all’epoca considerata contado, ma che con il passare degli anni è diventata non solo il Cuore verde dell’Italia, ma elemento di crescita e fulcro per la politica di sviluppo, economico, industriale e turistico dell’Italia centrale. Umbria feudo rosso? Anche questa è una fake news perché, anche se è vero che il partito politico di maggioranza è stato per lunghissimi anni il Pci, va detto che anche la Democrazia Cristiana, i socialisti, i repubblicani, i socialdemocratici e persino i missini furono paladini di una crescita che ha portato la regione ad essere tra le motrici dello sviluppo nazionale. In questo contesto Foligno ha giocato un ruolo determinante, come baricentro regionale o come ‘Centro de lu munnu’. I politici di questa terra hanno fatto la storia. Per fare tutti i nomi non basterebbe una pagina di questo settimanale. Tanti hanno calcato gli scranni del Parlamento, del Governo e della Regione. E molti di questi hanno avuto origini nella Valle umbra sud, l’Umbria quella vera, stritolata poi dagli eredi degli etruschi e dai feudatari romani, che si sono dati da fare per non far risorgere questo territorio. C’è stato anche un momento di sollevazione d’orgoglio quando, Foligno e Spoleto, insieme alla Valnerina, avevano progettato un riscatto provinciale, poi abortito per l’opposizione etrusca. Storia a parte, vogliamo solamente dire che Foligno non deve assolutamente abdicare a scelte che vengono dall’alto. Stiamo vivendo una fase molto delicata. Probabilmente potremmo assistere ad un passaggio epocale. Ma non dobbiamo assolutamente rinunciare al nostro futuro di città che ha avuto sempre un ruolo di prestigio in ambito regionale. Qualche giorno fa la nuova giunta di centrodestra ha affermato che la ricostruzione post sismica a Foligno è da considerarsi come nave scuola per il futuro. Bene. Adesso, al di là delle posizioni, vogliamo sapere quali sono i progetti, le volontà e le soluzioni che tutti i candidati folignati all’assemblea regionale hanno inserito nei loro programmi. Al momento non ci sono dichiarazioni. E questo è abbastanza grave. Non vorremmo che agli interessi di un territorio prevalgano quelli di una poltrona.

ROBERTO DI MEO

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