Gazzetta di Foligno
La Gazzetta di Foligno, dal 1886 notizie ed approfondimenti sulla tua città
Sabato 2 gennaio 1886, al prezzo di centesimi cinque, usciva a Foligno – per i tipi della Tipografia Tomassini a Piazza del Grano – il primo numero del settimanale diocesano folignate, sotto la testata di “Giornale di Foligno”, modificata non molto tempo dopo in “Gazzetta di Foligno”. Fondatore, Michele Faloci Pulignani, insigne sacerdote e storico, persuaso che la città avesse bisogno di “una libera voce” che fosse “senza sottintesi e senza paure, ma pur calma e tollerante”. I cattolici avevano capito che la carta stampata esercitava influssi determinanti nella storia: le centoventimila copie de “Il senso comune” avevano aperto la strada alla rivoluzione americana e “France livre”, il foglio di Desmoulins, indicava ai Francesi, per il 14 luglio, la presa della Bastiglia; il nostro stesso Risorgimento doveva molto alla stampa clandestina voluta da Mazzini; anche la cultura usava il foglio stampato; persino Parini trasse ispirazione per le sue odi dalla cronaca della “Gazzetta di Milano” di cui era stato anche direttore. Faloci Pulignani non si nascondeva le difficoltà per il suo foglio: una vita “se non effimera, sicuramente non prospera”; tuttavia confidava nei Folignati: “Potrà vivere una vita modesta ma non ingloriosa, se dai concittadini e dagli amici nostri potrà ottenere quell’appoggio materiale che forma la prima condizione della prosperità di un giornale”. La “Gazzetta di Foligno” si differenziava dalla stampa cattolica dell’epoca, perché si rivolgeva soprattutto all’area cittadina. Le difficoltà che il settimanale dovette superare furono enormi; il 31 dicembre 1892, così scriveva monsignor Faloci Pulignani: “Pochi periodici come il nostro hanno subito persecuzioni ufficiali e molestie pubbliche quante ne soffriamo noi da un partito che vuol dirsi democratico e non è, che vuol apparire largamente liberare e non è. Nulla ci è risparmiato: ai nostri redattori si sono fatte aggressioni pubbliche, si sono dati insulti volgare nelle pubbliche vie, si è violqato il loro domicilio e si sono vilipesi in casa loro”. Vita ancora difficile nel lunghissimo inverno fascista. Monsignor Michele Faloci Pulignani morì nel 1940, lasciando viva e vitale la “Gazzetta”, libera voce del cattolicesimo folignate e non giornale ufficiale e controllato dalla gerarchia con la velina prefabbricata, libera voce che esprime il rapporto reale tra Chiesa locale e vita del territorio, evitando la tentazione di essere agenda personale del vescovo o del curato, libera voce di Chiesa perché giornale di popolo e perché la vita del popolo diviene giornale. La “Gazzetta” è la memoria storica, conserva le nostre radici, è “l’albero degli zoccoli”. Però la memoria storica serve poco se oggi non siamo interlocutori della realtà contemporanea; le radici disseccano se il settimanale non è solidale, compromesso, dentro, con. Per essere presenti occorre essere contemporanei del futuro. La “Gazzetta” resterà stimolo e sostegno per la comunità ecclesiale, per i cattolici impegnati nel sociale e per tutti i cittadini folignati con mentalità e atteggiamento conformi alle linee tracciate dal Concilio e al più genuino pluralismo democratico. Tuttavia sappiamo bene che gli ideali sono come le stelle: non li raggiungiamo mai. Ma ai naviganti le stelle servono sempre per stabilire la rotta. Pensare al domani è il modo migliore per capire l’oggi e “preparare il futuro vuol dire fare i conti con un presente che sta cambiando”.

Germano Mancini (Direttore della Gazzetta di Foligno fino al 2009)