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Foligno nel pallone

GIovanni Bartocci200È difficile esprimersi sull’attuale situazione che sta attraversando il Città di Foligno 1928. Un’intera piazza calcistica è rimasta delusa di fronte all’ennesima stagione fallimentare, con i sogni di promozione resi lettera morta già nel mese di gennaio, dopo un’estate di promesse e crescenti aspettative.
Un progetto naufragato in un mare di rabbia, con la tifoseria che duramente ha contestato l’ex presidente Roberto Damaschi, che dopo anni di insuccessi e alla luce di un rapporto perennemente conflittuale con il tifo biancazzurro ha deciso di cedere il Foligno all’imprenditore edile Alessandro Nuccilli, noto alla cronaca sportiva per aver tentato diverse acquisizioni di società calcistiche, mai andate a buon fine. Il Foligno, infatti, rappresenta la prima avventura dell’istrionico presidente romano, che in meno di dieci giorni ha rivoluzionato l’intero assetto dirigenziale e tecnico: alle dimissioni del ds Alvaro Arcipreti, è seguito l’esonero del tecnico Battistini, sostituiti rispettivamente dal neo dg Luigi Volume (ex Taranto e Martina Franca) e Eduardo Imbibo che siederà in panchina almeno sino al termine della stagione. Lo stravolgimento dell’organigramma societario segna il primo passo del new deal folignate, verso il quale i tifosi nutrono forti speranze, anche se nell’ambiente rimane un velato scetticismo nei confronti della nuova proprietà – come detto – alla prima vera esperienza.
Sogni per un rilancio definitivo che possa mettere fine ad una parabola discendente iniziata con la crisi dell’era Zampetti e proseguita durante la gestione Damaschi. Dal 2008 ad oggi sono ben tre le retrocessioni che hanno trascinato i falchetti dal professionismo alle sabbie mobili della serie D. Stagioni in constante penombra, che hanno svuotato il “Blasone” e congelato la passione di una città che ha sempre amato il calcio. Sembrano lontani anni luci i gol di Juan Manuel Turchi, che valsero la C2 o l’impresa titanica del Foligno di mister Bisoli, che nel maggio 2007 sfiorò addirittura la serie B.
Per ripartire serve coraggio, dedizione e progettualità, tre fattori che messi a sistema consentono scelte tecniche di valore e intelligenti. Non dimentichiamoci che nella città del Torrino sono passati giocatori di livello assoluto che oggi hanno la fortuna di giocare nel calcio che conta: Fabrizio Cacciatore (Chievo Verona), Alessandro Volta (Perugia), Manuel Pascali (Cittadella) e Stefano Giacomelli (Vicenza), solo per citarne alcuni. Il potenziamento del settore giovanile e assiomaticamente la valorizzazione del capitale umano rappresentano il vero futuro, dipinto del bianco e dell’azzurro del cielo. Il cielo del Falco.

GIOVANNI BARTOCCI

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