ok - C'era una volta3

Un luogo dell’immaginario

Fast food, banca, negozio per l’igiene di casa e persona. Parlare di parabola discendente non è forse una metafora sufficientemente appropriata per evidenziare la triste sorte toccata al Gran Caffè Sassovivo. E tutto ciò disturba ancora di più perché arriva dopo anni di vero splendore in cui il civico 60 di corso Cavour fu, a ragione e non solo per la celeberrima leggenda legata al memorabile birillo rosso (quella sì sopravvissuta intatta al mutamento dei tempi), il centro di un mondo che non c’è più. Ritrovo della bella società, ma anche di giocatori di biliardo rimasti nella storia con i loro soprannomi e per gli infiniti aneddoti di cui furono protagonisti, di perditempo e del primo circolo della stampa folignate. Scrigno di preziosi ricordi di gioventù per moltissimi folignati, dove si è consumata la dolce vita di coloro che hanno avuto la fortuna e il privilegio di varcare le sue soglie quando all’interno, anziché scaffali industriali, troneggiavano soffitti di pregio, lampadari di Murano, enormi specchiere liberty, tavoli esagonali con al centro le scacchiere e i biliardi. […]

CHIARA ZUCCARI

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C’era una volta il Gran Caffè Sassovivo

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