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Umbria, la “lavatrice” delle mafie

Pippo Di Vita, presidente del CELM (Comitato europeo per la legalità e la memoria), che ha sede a Foligno e a Palermo si è fatto portavoce di una nuova azione contro la mafia. Lo scorso 24 marzo ha redatto una lettera aperta contro la libertà condizionale ai boss mafiosi all’ergastolo indirizzandola al Capo dello Stato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, alla Corte Costituzionale, a tutte le forze politiche italiane, a tutti gli intellettuali e ai componenti della società civile. In questi giorni infatti la Corte Costituzionale è chiamata a decidere se un mafioso, pluriomicida e stragista, potrà accedere alla libertà vigilata anche senza collaborare con lo Stato. “Se la Corte Costituzionale dovesse decidere sulla linea morbida, concedendo la libertà vigilata anche ai mafiosi, questa decisione – scrive il CELM – sarà un duro colpo alla democrazia e alla civiltà, calpestando la dignità di chi ha sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia e al terrorismo”. Così Pippo Di Vita e i numerosi firmatari della lettera. Il CELM si era fatto portavoce lo scorso 22 aprile dello sconcerto per la scarcerazione causa Covid di molti boss mafiosi al 41 bis trasferiti ai domiciliari.(…). A distanza di un anno arriva dunque un nuovo “attentato” alla normativa antimafia, all’ergastolo ostativo e al 41 bis. 

Pippo Di Vita, perché interessarsi di questo a Foligno?

“Nel mio nuovo libro, presto alle stampe, riporto una citazione di Carlo Alberto Dalla Chiesa che in veste di prefetto di Palermo ebbe a dire: ‘Chiunque pensasse di combatte- re la Mafia nel ‘pascolo’ palermitano e non nel resto d’Italia non farebbe che perdere tempo’…

di FEDERICA MENGHINELLA

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