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Settimana Politica 2011 – 39

Dal Governo all’Umbria 213 milioni
Sono soldi freschi che la Regione può spendere per diversi obiettivi e su cinque capitoli di spesa: capitale umano e inclusione sociale, sistema delle imprese e nuove tecnologie, tutela e valorizzazione ambientale e culturale, trasporti-aree urbane-insediamenti e logistica, assistenza tecnica. È come fosse un altro bilancio regionale, le cui risorse finanziarie consentiranno di porre un argine alla crisi economica latente. Si investirà (in totale 12 milioni e 200.000 euro) per contrastare la dispersione scolastica – e cioè garantire almeno il conseguimento del diploma di scuola media -, per sostenere i percorsi di alta formazione, per sperimentare un’offerta di servizi di supporto alle famiglie. 49 milioni sono a disposizione per i progetti innovativi di impresa, per l’edilizia a basso impatto ambientale e alta efficienza energetica, per il completamento del sistema di comunicazione veloce (banda larga), per la realizzazione di procedure e servizi di funzionamento della pubblica amministrazione.

135 milioni per l’ambiente
Quasi la metà dei finanziamenti statali è riservata a opere per la raccolta e trattamento di acque reflue, per la prevenzione dei rischi idrogeologici, per l’aumento della raccolta differenziata dei rifiuti, per il recupero e la conversione di siti degradati, per la salvaguardia dei beni culturali, per mantenere e potenziare quanto attrae (sia natura, sia offerta culturale). Ai trasporti, aree urbane e logistica sono riservati 50 milioni: aeroporto regionale “San Francesco”, piattaforme logistiche (compresa quella di Foligno) e completamento siti industriali, riqualificazioni dei centri storici. I rimanenti 7 milioni si spenderanno per sviluppare attività di assistenza alle strutture tecnico-amministrative regionali. A beneficiare di questa sostanziosa boccata d’ossigeno saranno in molti, almeno considerando gli obiettivi previsti: a cominciare dai comuni, piccoli e grandi, aziende, alberghi, famiglie.

Eredità scomoda, ma la Marini non demorde
I 253 milioni (40 milioni infatti che si aggiungono ai fondi statali, sono stanziati dalla Regione come co-finanziamento) arrivano dopo che la presidente della Regione ha dovuto prendersi la responsabilità politica di semplificare l’intera struttura amministrativa: riducendo Asl (ne rimarranno due, Perugia e Terni), accorpando società di trasporto pubblico e comunità montane, cancellando enti (si discute di eliminare i consorzi di bonifica) e società, prima di tutte l’Arusia (agricoltura). È l’obiettivo della regione leggera, sempre richiamata e promessa, ma mai attuata. Almeno fino ad ora.

© Gazzetta di Foligno – GIANCARLO ANTONELLI

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