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Settimana politica 2013 – 38

Umbria Mobilità e Agenzia Forestale: grane milionarie per la Regione e non solo, ma la crisi non tocca amministratori e dirigenti

Per Umbria Mobilità la Regione ha già erogato di tasca propria prestiti per 13 milioni, a cui si aggiungono altri 4 per pagare stipendi e assicurare la liquidità al funzionamento del trasporto pubblico. Questi prestiti difficilmente saranno restituiti, almeno fino a che la multi-azienda, nata dall’unione di società cittadine (Spoleto, Terni, Perugia) più la Ferrovia Centrale Umbra, che assicuravano il servizio stradale e su rotaia, resterà di proprietà regionale. La Regione cerca così soci esterni per il 70% del capitale. C’è solo un’offerta (un gruppo francese, visti i conti, si è ritirato) presentata, quella di Busitalia, società delle Ferrovie dello Stato, impegnata nel trasporto locale in altre regioni, che fornisce anche i servizi sostitutivi di corse ferroviarie. 1.300 lavoratori soffrono di questa situazione di pre-bancarotta finanziaria; infatti in questi mesi hanno percepito stipendi in ritardo e a settembre solo un acconto di 600 euro. L’offerta di Busitalia dovrà essere valutata, ma certamente sarà accettata, se non si vuole definitivamente affossare il trasporto pubblico. Inoltre la società delle Ferrovie potrà opzionare il 30% residuo del capitale, acquisendo così definitivamente Umbria Mobilità. Sarà la soluzione giusta per i Comuni? Certamente con un socio forte di denaro fresco le amministrazioni comunali, che sono clienti del trasporto, dovranno essere più puntuali nei pagamenti del servizio. Altra grana milionaria per la Regione è quella dell’Agenzia Forestale Umbra, che ha sostituito le Comunità Montane dall’aprile scorso. Per i 650 lavoratori gli stipendi sono in ritardo e la riforma non ha raggiunto gli scopi che si era prefissa. Primo fra tutti i risparmi di sedi; oggi ancora sono operative le 10 sedi di una volta (per la nostra ex-Comunità Monte Subasio ce ne sono due, una a Valtopina e una a Spoleto). Poi l’Unione dei Comuni, che doveva assorbire impiegati e operai, è rimasta finora lettera morta. E ancora c’è la grana dei debiti portati in eredità dalle Comunità Montane sciolte – quella del Trasimeno da sola aveva un deficit superiore ai 4 milioni. Nonostante questa situazione disastrosa, c’è chi non soffre finanziariamente, come l’amministratore unico e i dirigenti, che hanno buoni stipendi e si dividono (gli ultimi) trattamenti accessori e indennità di decine di migliaia di euro. Umbria Mobilità e Agenzia Forestale, dunque, sono due espressioni dell’amministrazione regionale di sinistra, che, paradossalmente, non paga gli operai, ma premia i dirigenti e gli amministratori con laute indennità. Come umbri ci rallegrammo delle molteplici assunzioni in queste realtà: oggi, però, sono diventate carrozzoni che bruciano soldi di tutti. Il modello Regione che esce da queste vicende – bilanci allegri e approssimazione nei controlli – presta il fianco a molteplici critiche.

Foligno C’entro
investimenti per 700 mila euro
Il programma operativo del piano urbanistico comunale risale al 2009 con un finanziamento prevalentemente di fondi europei per 390.000 euro, di cui 215 per prestazioni e servizi, 50 per contributi e 125 per arredi e attrezzature. Nel corso di questi anni dal Comune di Foligno è stata apportata una prima variante, volta soprattutto a inserire nei finanziamenti le manifestazioni considerate più importanti per l’animazione e la crescita del centro cittadino. Esse sono: Primi d’Italia, Giostra della Quintana, Segni Barocchi, Pagine dantesche con mostra di libri di antiquariato, Notte Rosa, Estate in Piazza, Festival Young Jazz, CantieDiscanti, Dancity e Umbria World, iniziative per Natale, mercatino mensile di antiquariato. Con la seconda variante, decisa dalla Giunta comunale in questi giorni, sono stati aggiunti altri eventi che promuovono il centro: Festival Birra, Settembre folignate, Carnevale Ragazzi, Fiera europea di Pasqua, Festa di scienza e filosofia, Mielinumbria e la tappa del Giro d’Italia 2014, che arriverà e partirà da Foligno. Il Piano Città, al quale partecipano i privati per 120 mila euro e la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno per 40 mila, ha avuto una prima fase, a costo zero, di ascolto, partecipazione, indagine e monitoraggio per progettare gli interventi di finanziamento. Quattro sono stati i gruppi di lavoro operativi, quello denominato “centro commerciale naturale”, quello dell’arredo e decoro, quello del marketing e comunicazione, quello delle barriere architettoniche. Successivamente sono state decise le spese: 76.000 euro per informazione e realizzazione marchio e logo, 60 mila per promozione comunicazione (stampa, tv e opuscoli), 52.500 per attrezzature e arredi come palco e transenne, 9.700 per allestimenti manifestazioni, 96.400 per segnaletica. Un Piano ambizioso, che in totale prevede di muovere 700 mila euro di investimenti. Già erogati € 95.254: per le manifestazioni Segni Barocchi (19.500), Primi d’Italia (53.000), Dancity e Summer in the city (21.900). Una promozione, dunque, notevole, che ha dato frutti e attirato turisti. Dopo polemiche diffuse perché la città era morta specie nei mesi estivi, ora tutte le manifestazioni elencate sembrano configurare un centro vivo per molti mesi l’anno. Il Comune, comunque, al di fuori del PUC sopra descritto, dà anche altri contributi a tali manifestazioni.

Lo Stato regala immobili e terreni al Comune
Il Demanio ha elencato alcuni beni da attribuire al Comune di Foligno a titolo non oneroso. È l’attuazione del federalismo demaniale dell’agenzia medesima, decisa da una legge dell’agosto scorso. Entro novembre l’ente locale dovrà fare richiesta di immobili e terreni, che considera utili e da valorizzare per la sua attività amministrativa. Quelli che il Comune pensa di acquisire dallo Stato sono: l’area dell’ex-motorizzazione civile alla Paciana; un terreno in località Spineto; altri terreni dell’ex-consorzio fiume Topino sempre a Spineto e a Budino; un ex-magazzino in zona rotatoria Madonna della Fiamenga; un’abitazione dell’eredità Scarabattieri in Via Carso 19; l’ex-alveo canale demaniale in Fiamenga; il tratto di canale intubato in Via Mameli, antistante l’ex-Fornace; un’unità immobiliare ex-sede Consorzio Topino in Via dei Franceschi, 36. Il regalo più consistente è quello della zona ovest, ovvero aeroporto di Sterpete per 700 mila mq. Per il Comune altri beni da acquisire e non inseriti nelle schede dell’Agenzia del Demanio sono l’ex-motorizzazione civile in Via Marchisielli (4.300 mq), luogo utilizzato ora per rimessa mezzi obsoleti dei Vigili del Fuoco, e il campo sportivo a Sterpete (310 mq). Ci sono anche beni da non acquisire, secondo la Giunta, per mancanza di interesse in termini di valorizzazione economica, configurandosi piuttosto costi di gestione. Essi sono: terreni ex-Consorzio Topino in Via Fornaci (9000 mq) e in località Capannacce (7.600 mq); poligono in località Uppello, via Sassovivo.

Dal fondo riserva altri soldi per Auditorium e musei
Il Comune ha anche un fondo riserva e ora lo utilizza per prestazioni di servizi all’Auditorium San Domenico e Palazzo Trinci. L’utilizzo dell’Auditorium, spesso a disposizione di associazioni, spettacoli e anche della Diocesi, ha un discreto costo. Per assicurare fino al 31 dicembre la realizzazione di altri eventi, dal fondo riserva vengono prelevati 23.000 euro. Altri duemila sono tolti a favore del sistema museale. Rimangono ancora in cassa di riserva 60.106 euro.

Il Laboratorio scienze sperimentali ha soci e contributi pubblici
Il Comune di Foligno è uno dei soci pubblici del Laboratorio di Scienze Sperimentali sito presso l’Istituto professionale. Fanno parte del comitato anche Regione Umbria, Provincia di Perugia, proprietaria della sede, Ufficio Scolastico Regionale, Consorzio di scuole, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Per gestire servono denari e quindi il Comune di Foligno eroga per il 2013 10.000 euro, l’Arpa 30.000, la Provincia 5.000 e in più si impegna per le spese della manutenzione ordinaria. La Regione collabora per la stampa del materiale documentale e illustrativo e nel sostegno dei programmi. Il Consorzio delle scuole mette a disposizione il materiale e le attrezzature gratuitamente. Contribuiscono ai costi del Laboratorio anche sponsorizzazioni, contributi e atti di liberalità. Una realtà scientifica di rilievo quella del Laboratorio, che, si legge nella relazione della Giunta, ha “un’indiscussa rilevanza didattica e culturale”.

© Gazzetta di Foligno – Giancarlo Antonelli

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