Un futuro a rischio Lavoro GA

Un futuro a rischio o il rischio del futuro?

Seminario di studio promosso dal Settore Giovani di Azione Cattolica

Un futuro a rischio Lavoro GAIl lavoro, il mercato e la formazione nella prospettiva europea sono stati i temi che il Settore Giovani di Azione Cattolica ha di recente approfondito insieme all’Istituto Bachelet in un seminario di studi dal titolo significativo “Un futuro a rischio o il rischio del futuro?”. Si è cercato di approfondire soprattutto lo “snodo” tra la formazione scolastica e universitaria e le prospettive lavorative che si aprono ai giovani, non solo nel mercato del lavoro del nostro paese, ma anche in Europa. Il seminario, coordinato da Gian Candido De Martin, presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto “V. Bachelet”, si è aperto con il saluto di Matteo Truffelli, nuovo presidente dell’A.C, cui è seguita l’introduzione di Lorenzo Caselli, dell’Università di Genova, ed una tavola rotonda con Michele Colasanto, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Livio Pescia, già Vicedirettore della European Training Foundation.
La lucidissima introduzione di Lorenzo Caselli ha offerto un quadro chiaro e realistico della situazione lavorativa dei giovani, evidenziando alcune delle maggiori discrasie che la rendono particolarmente critica. “Nel nostro Paese – ha osservato in primo luogo Caselli – il rapporto scuola/mercato del lavoro/mondo delle imprese è problematico. Ciò non sempre o soltanto per i ritardi della scuola, per le sue inadempienze, ma in non pochi casi per la struttura qualitativa della domanda di lavoro espressa dalle imprese e dalla P.A., che corrisponde solo in parte all’accresciuto livello di scolarizzazione e di formazione”. Ricordato che il 25 per cento dei giovani di età tra 15-34 anni, ben 3.700.000, dichiara di non lavorare, di non studiare e di non fare tirocini (i cosiddetti NEET), ha osservato che tale situazione è prima di tutto un dato strutturale “che c’interpella fortemente”. Ognuno di noi, cioè, deve sentirsi responsabile nei loro confronti, cominciando a guardarli con occhi diversi, non come un problema da risolvere, ma come una opportunità per riattivare il nostro Paese, dotandolo di quelle energie e di quella spinta ideale che solo i giovani hanno o possono avere, se adeguatamente motivati e formati. Ed ha infine osservato che l’intervento U.E. della “Garanzia giovani” può essere un’occasione importante. Può diventare leva, punto di ripresa di processi finalizzati a rinnovare le politiche attive del lavoro, a modernizzare le imprese e a stimolare la crescita.
Livio Pescia, che ha affrontato il tema della formazione e in particolare dell’apprendistato, ha affermato che la formazione ha il dovere di adottare delle politiche specifiche, articolando opportunamente le forme d’intervento e le relative offerte formative attraverso apprendistati, master universitari, istituti per l’istruzione tecnica e corsi brevi di formazione post-diploma. Una buona politica dell’apprendistato dovrà affrontare sia la domanda sociale di innalzamento del livello di istruzione per la conquista di uno status socio-professionale superiore, sia quella, espressa dal mondo economico, di un sempre più elevato livello tecnologico ed organizzativo. Matteo Truffelli, intervenuto per la prima volta come presidente A.C., ha sottolineato l’aiuto che l’Istituto Bachelet offre all’Associazione a tenere alta l’attenzione su questioni, problemi che riguardano la vita delle persone, nei vari ambiti, quali anche quelli del Seminario.

© Gazzetta di Foligno – ALVARO BUCCI

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