vuoto2

È TEMPO DI MIGRARE…

Anche quest’anno è arrivato giugno e schiere di diciottenni-diciannovenni si preparano ad uscire dal nido e a volare con le loro ali. Cinque anni di crescita, di risate, di sofferenze, di insofferenze, di domande, di amori, di battute esilaranti… ed ora lo spettro di un esame e poi via, verso il mondo, verso “l’adultità”. Quanta commozione, nostalgia, dolore fisico allo stomaco per ogni addio; lo sforzo di atteggiare la voce e l’espressione nell’ultimo giorno di scuola, per non mostrare la sofferenza dello strappo di ogni anno. Le piccole donne e i piccoli uomini che sono entrati titubanti e diffidenti il primo giorno di scuola delle superiori, ora sono donne e uomini veri, con i loro sogni, le loro idee, i loro progetti, con cui entreranno nella vita fuori dal nido. Che cosa li aspetta e che cosa porteranno con loro?

Fuori dalla scuola c’è uno spazio ampio in cui si può scegliere, si deve scegliere ciò che si adatta di più ad ognuno; invito tutti ad interrogarsi profondamente, a scoprirsi, a non cercare di compiacere gli altri, a non seguire ciò che si crede faccia piacere a chi ci è vicino. “Osate, scegliete con passione e credeteci fino in fondo, riuscire a svolgere un lavoro che piace è appagante per se stessi e per chi si rapporta con noi”. Vorrei che i miei studenti portassero con sé il senso della dignità della persona, del rispetto per se stessi e per gli altri, per le istituzioni, il senso critico, l’amore per la libertà e la giustizia in tutti i loro risvolti, la passione per le sfide e la voglia di cambiare questo mondo in meglio. Dovranno lottare, fare i conti con la realtà, con un paese che non investe abbastanza sull’innovazione e sulla ricerca, che non riesce ancora a valorizzare al massimo tutte le sue risorse artistiche e culturali, che si avvolge in spire soffocanti di burocrazia e burocrati autoreferenziali che sono vivi solo perché mangiano e respirano, non perché amino anche partecipare fattivamente con un loro pensiero. Molti di loro dovranno decidere di espatriare, “se lo farete, fatelo con leggerezza, con la consolazione che state realizzando qualcosa di elevato, che entrate nel respiro più ampio dell’universo, che potrete pensare in grande, e forse un giorno riportare in Italia le vostre conoscenze lungimiranti”.

Ma ora pensiamo allo spettro che si avvicina, all’esame, che rimarrà nei vostri sogni a simboleggiare una specie di verdetto e giudizio indelebile sulla vostra persona. Anche questo esame è solo un passaggio obbligato, affrontatelo con disinvoltura, non affannatevi a sfoggiare tante nozioni, cercate di essere voi stessi, di seguire un filo logico, di conversare rivelando anche parte di voi, della vostra personalità. Saluto con infinito affetto tutti i miei studenti, tutti gli studenti di Foligno, tutti coloro che hanno svolto incarichi nel Consiglio di Istituto e nella Consulta Provinciale, preparandosi a partecipare attivamente alla nostra società civile. Auguro a tutti voi un avvenire sereno: la vostra fantasia, la vostra creatività, la vostra passione possano farvi giungere al successo di un progetto, di un’idea, di un ruolo, ma soprattutto vi auguro di non smettere mai di sognare.

RITA BARBETTI

0 shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content