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La meditazione poetica offerta alla città

In occasione del suo insediamento folignate, il nuovo Vescovo ha pubblicato un libro dal titolo “Le tre balze di sorella povertà” che si richiama ad altrettanti episodi legati alla vita di san Francesco

È una meditazione poetica quella scritta da monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi–Nocera Umbra-Gualdo Tadino, in occasione dell’inizio del ministero episcopale anche nella diocesi di Foligno. Lo scritto dal titolo “Le tre balze di sorella povertà, sui passi di Francesco tra Foligno ed Assisi”, è dedicato all’Istituto Serafico di Assisi nel 150° della fondazione (1871-2021) e in particolare ai ragazzi, “fragili da abbracciare e maestri di abbraccio”, che hanno arricchito il testo di disegni e colori belli ed appropriati da rendere “queste balze meno ripide e le vette più vicine”, scrive lo stesso autore. Il volume, pubblicato da Edizioni Francescane italiane, si richiama a tre episodi che delineano il cammino della povertà nell’esperienza del poverello di Assisi. Il primo episodio, narrato unendo citazioni storiche e sfumature poetiche, riguarda la vendita di beni al mercato di Foligno da parte di San Francesco. “Vendendo il cavallo e le merci di casa – scrive l’autore – amministra semplicemente la ‘casa comune’: unica umanità e unico cosmo, interamente avvolti dall’amore e dal dono di Dio”.

La seconda balza di sorella povertà, raccontata con esemplare armonia, è quella dell’abbraccio e porta il nome dei lebbrosi che Francesco incontrò a Rivotorto. Questo episodio evidenzia come il principio del dono si sposi con quello del volto. “Qui la mano tesa diventa abbraccio – scrive monsi- gnor Sorrentino – Francesco scende dal cavallo e abbraccia i lebbrosi. È la povertà che si fa prossimità, tenerezza, cura. È la povertà che esprime, fino in fondo, il principio di fraternità, ben ancorato sull’unica paternità di Dio”.

La terza balza è quella decisiva: nel vescovado di Assisi, davanti al vescovo Guido e al padre Bernardone…

di REDAZIONE

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È una meditazione poetica quella scritta da monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi–Nocera Umbra-Gual- do Tadino, in occasione dell’inizio del mini- stero episcopale anche nella diocesi di Foli- gno. Lo scritto dal titolo “Le tre balze di sorel- la povertà, sui passi di Francesco tra Foligno ed Assisi”, è dedicato all’Istituto Serafico di Assisi nel 150° della fondazione (1871-2021) e in particolare ai ragazzi, “fragili da abbrac- ciare e maestri di abbraccio”, che hanno arricchito il testo di disegni e colori belli ed appropriati da rendere “queste balze meno ripide e le vette più vicine”, scrive lo stesso autore. Il volume, pubblicato da Edizioni Francescane italiane, si richiama a tre epi- sodi che delineano il cammino della povertà nell’esperienza del poverello di Assisi. Il pri- mo episodio, narrato unendo citazioni stori- che e sfumature poetiche, riguarda la vendita di beni al mercato di Foligno da parte di San Francesco. “Vendendo il cavallo e le merci di casa – scrive l’autore – amministra semplice- mente la ‘casa comune’: unica umanità e uni- co cosmo, interamente avvolti dall’amore e

dal dono di Dio”. La seconda balza di sorella povertà, raccontata con esemplare armonia, è quella dell’abbraccio e porta il nome dei lebbrosi che Francesco incontrò a Rivotorto. Questo episodio evidenzia come il principio del dono si sposa con quello del volto. “Qui la mano tesa diventa abbraccio – scrive monsi- gnor Sorrentino – Francesco scende dal ca- vallo e abbraccia i lebbrosi. È la povertà che si fa prossimità, tenerezza, cura. È la pover- tà che esprime, fino in fondo, il principio di fraternità, ben ancorato sull’unica paternità di Dio”. La terza balza è quella decisiva: nel vescovado di Assisi, davanti al vescovo Guido e al padre Bernardone,

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