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Il sinodo umbro della comunicazione

Usare gli organi più sensibili per raccontare. È quello che oramai da un paio di anni a questa parte papa Francesco chiede ai giornalisti. E lo fa affidandosi ad alcuni sensi che troppo spesso vengono messi in disparte quando si raccontano i fatti, le storie, le persone. Lo scorso anno era toccato alla vista, con quell’invito all’“andare a vedere” quelle cose che “altrimenti non sapremmo”. Nel suo messaggio per la 55esima Giornata Mondiale dele Comunicazioni Sociali (“Vieni e vedi” Gv 1,46), il Santo Padre aveva inoltre chiesto al mondo dei media e dei responsabili dell’informazione di “consumare le suole delle scarpe”. Un messaggio più che mai di attualità in un anno, il 2021, ancora fortemente funestato dal Covid-19, in cui il proliferare delle “fake news” troppo spesso ha compromesso il lavoro di chi è sempre stato in prima linea nella narrazione dell’attualità e della cronaca. Così come è quantomai attuale il messaggio di quest’anno, ovvero “Ascoltare con l’orecchio del cuore”. Nel 2022 la Giornata è caduta domenica 29 maggio, ma il messaggio di Francesco è oramai noto da tempo. Questa volta però l’ascolto non deve essere solo quello dell’orecchio, ma ancor più profondo. Ascoltare, sì, ma con il cuore. E chissà se Francesco, quando il 24 gennaio scorso ha pubblicato il suo messaggio, poteva immaginare cosa sarebbe accaduto da lì a qualche settimana. Con lo scoppio dell’ennesima guerra nel pianeta, quella in Ucraina, il pensiero del Papa si è trasformato ancor di più nella direttrice da seguire...

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