ok - Il cardinale Ernest Simoni

Ernest Simoni, il cardinale perseguitato dal regime comunista

“Il più grande miracolo del mondo è Gesù che tutti i giorni, per le mani di un umile sacerdote, viene tra di noi”. Ha esordito così, all’inizio della vibrante omelia, il card. Ernest Simoni, uno che per l’Eucaristia ha rischiato la vita, che per il solo fatto di essere prete ha trascorso anni in prigionia e ai lavori forzati durante il regime albanese di Enver Hoxha. L’anziano porporato ha proseguito ricordando l’importanza della preghiera di adorazione, quella di chi “bussa al Tabernacolo”, dove Gesù è presente e vivo. “È la presenza di Gesù nel Tabernacolo, non l’arte, che rende belle le Chiese; è Gesù che ci dà il cibo per la nostra anima, la speranza e la gioia, non il mondo materiale!” – ha ricordato il cardinale, esortando i presenti a scegliere chi servire tra Cristo e satana, consapevoli che Dio vuole la salvezza di tutti in Gesù, nel suo Corpo e nel suo Sangue, attraverso la preghiera, l’Eucaristia e una vita santa. Il cardinale Simoni ha poi presieduto la Processione eucaristica, portando il Santissimo Sacramento per le vie della città. Al Vescovo mons. Gualtiero Sigismondi, che ricordava l’importanza per noi di avere testimoni di una fede che sembra ormai scontata, il cardinale ha risposto notando da un lato l’indifferenza di fronte alla presenza di Cristo della città che non ha interrotto neanche per un attimo lo svago della domenica pomeriggio, ma anche il rispetto delle forze di polizia che stavano sull’attenti: lui i poliziotti è abituato ad associarli alle percosse subite durante la dittatura! Il popolo cristiano è stato presente in gran numero alla Messa e alla Processione, ad indicare la fede sempre viva nella presenza reale di Cristo nel mondo e l’impegno ad abitare da cristiani nella società, vivificandola con il Vangelo.

FABIO MASSIMO MATTONI

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