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“In giro per l’Italia cito la Gazzetta di Foligno come modello di settimanale cattolico”

Partecipare agli incontri dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali, diretto con passione e competenza dal Sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana don Ivan Maffeis, consente di tornare a casa con un bagaglio di esperienze e amicizie. Ascoltare come comunicano le grandi diocesi del nord o le piccole realtà del centro fa emergere la realtà della Chiesa in Italia, fatta di molti campanili ma profondamente radicata nel territorio e nei cuori delle persone. La situazione delle comunicazioni non è ovunque semplice: spesso a fatica settimanali, radio e televisioni continuano a vivere senza trasferirsi online, nella rete che rappresenta in genere l’anticamera della chiusura, e l’innovazione è l’unica strada da percorrere per continuare ad operare, a raccontare le piccole storie di provincia, ad essere sale nella società, ad essere fermento di bene nel mondo. I mezzi di comunicazione sociale si trovano così ad affrontare alcune dicotomie: locale o globale?, chiesa o città?, virtuale o materiale?, volontariato o professionalità?, autonomia o sinergia? Lo scambio di idee è stato fruttuoso, anche se ha lasciato intendere che non esistono tanto formule magiche già scritte, quanto dosi di ciascuno di questi ingredienti da sperimentare lungamente fino a raggiungere l’equilibrio. Una piacevole sorpresa è venuta dal Presidente della Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici, Francesco Zanotti, che, a margine dei lavori, ha confidato ai partecipanti umbri di presentare il caso della “Gazzetta di Foligno” come un modello di settimanale cattolico nei suoi incontri in giro per l’Italia. È per noi una grande soddisfazione vedere riconosciuto il valore dei nostri sforzi di rinnovamento del giornale, attraverso un sapiente dosaggio degli elementi che compongono un giornale cattolico. Innanzitutto, è importante mantenere un “brand” locale che leghi i mezzi di comunicazione al territorio, ed è per questo che siamo fieri di chiamarci “Gazzetta di Foligno”, saldando allo stesso tempo la nostra immagine a quella della città. Inoltre, un settimanale diocesano che voglia incidere sulla società civile deve rivolgersi alla totalità dei cittadini e non solo ai cattolici, raccontando eventi, parlando alla vita della gente e guardando a quei fatti dal punto di vista del Vangelo, e insieme deve mirare al folto pubblico degli utenti digitali, affiancando all’edizione cartacea un sito con contenuti parzialmente diversi e con un alto grado di interattività. Allo stesso tempo, deve operare in stretta sinergia con gli altri mezzi di comunicazione diocesani, condividendo per quanto possibile redazioni e materiali prodotti, e con quelli della stessa area geografica. Infine, un settimanale cattolico deve essere grato ai molti volontari cui spesso deve la stessa sopravvivenza, ma che non sempre hanno la necessaria professionalità dei comunicatori di mestiere, che non possono mancare perché la missione della comunicazione sia davvero efficace. Ci fa enormemente piacere veder riconosciuto alla “nonna” dei settimanali cattolici italiani il merito di aver sempre letto i “segni dei tempi” nei suoi 130 anni di storia, mantenendosi un settimanale aperto alla città e vicino ad ogni uomo. 

FABIO MASSIMO MATTONI

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