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Centrosinistra sempre più diviso: dopo la Leopolda arriva la Bernarda

Se Max Pezzali cantava ‘Hanno ucciso l’uomo ragno’, adesso anche Cappuccetto Rosso non c’è più, come tutte quelle cose dello stesso colore: le bandiere rosse, i leader rossi, la sinistra della storia e del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo. Si è appena conclusa la Leopolda, dove il rosso non è più il colore dominante e dove, dicono, sia stata presa la decisione di esiliare definitivamente Cappuccetto Rosso. E allora ecco che dall’altra parte della barricata si è pensato di dare una risposta a pugni chiusi. È nata così l’idea della Bernarda, che non è una vecchia stazione ferroviaria, ma un’ex palestra di pugilato con al centro un ring. E come prima cosa si è deciso di rivalutare Cappuccetto Rosso che in questi ultimi anni sarebbe stato divorato dai lupi cattivi. Gli uomini della Bernarda nutrono molta Speranza e vogliono rinvigorire la parola ‘sinistra’ ormai caduta in disuso in gran parte dell’Europa. La gauche francese è stata ingoiata da Macron, in Germania è praticamente sprofondata e in Spagna si è distribuita nello scontro scissionista tra Barcellona e Madrid. Gli uomini della Bernarda, dunque, si sono ritrovati per capire quale strategia adottare. Lo smacchiatore di giaguari ha proposto una salutare cazzottata: chi vince sarà leader mentre gli altri, molto più riflessivi, pensano che per far girar bene la macchina bisogni metterci del Grasso. C’è anche una terza via, quella di lasciare aperto l’uscio della Bernarda sperando che il ‘Milanese’ Pisapia possa infilarsi alla chetichella e aggregarsi. Non sono mancati anche momenti di tensione, conclusi con una carichetta della celere, per uno striscione affisso dagli esponenti dei centri sociali su cui c’era scritto: “D’Alema, fa’ qualcosa di sinistra, vattene!”.

ROBERTO DI MEO

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